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Gianluca Castaldi: “Inspiegabile la fretta nel vendere l’autoporto di San Salvo”

Il Sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Gianluca Castaldi interviene in merito alla vendita dell’autoporto di San Salvo.
Mi viene chiesto, attraverso un articolo su San Salvo Mare, di “abbattere” un sorta di muro del silenzio che si è determinato sulla messa in vendita, da parte di ARAP, dell’autoporto di San Salvo (la cui manifestazione d’interesse da parte dell’imprese interessate alla assegnazione dell’immobile scade il 25 Settembre 2020) per una cifra non congrua – secondo il parere di molti che ho sentito – rispetto al valore del bene (e dei soldi pubblici investiti!); e, soprattutto, con modalità la cui velocità di esecuzione – per come ho potuto ricostruire dagli elementi pubblici consultabili – destano sospetti più che legittimi.
Non intendevo sottrarmi, quindi, alla espressione della mia opinione che, capisco, ha interesse in quanto espressa dall’unico rappresentante di Governo abruzzese (e vastese).
Mi piace in primis ricordare che nel 2014 sostenni (in solitudine, come M5S) con due esposti alla Corte dei Conti Regionale, una interrogazione al Ministro dell’Ambiente, PD, Orlando, che avere fatto in maniera così unilaterale e sommatoria l’accorpamento dei Consorzi Industriali – e continuando a farlo nominando “guardiani” nei CdA – mettendo insieme situazioni così diversificate dal punto di vista funzionale e gestione, si sarebbe rilevato un mezzo fallimento.
Certe modalità di questa procedura portano inevitabilmente a porsi delle domande: un “triplete” di decisioni ed atti assunte nelle stesso giorno, il 25 Agosto!!, in presenza di una Perizia di Congruità del 3 Agosto 2020: Decreto del Presidente della Giunta, Parere legale dell’avvocato Giardetti ad ARAP – già contattato e consultato il 20 agosto -, Avviso per le imprese interessate; il parere legale stesso, dove si parla di “consentire ad una impresa terza di insediarsi” (come a voler rassicurare imprese che già hanno espresso la volontà di acquisire l’impianto stesso) e che sia possibile perdere la destinazione del bene (Autoporto) per venderlo (il tutto accompagnato da una contestuale acquisizione esterna dei terreni confinanti ).
E dire che l’Autoporto di San Salvo è ancora la piattaforma logistica a servizio produttivo indicata nel Piano di Sviluppo Strategico della ZES della Regione Abruzzo recentemente approvato…
Le domande che mi vengono sono, ad esempio: perché tutta questa fretta? C’era una necessità di dare risposte a qualcuno interessato ad acquisire l’area in fretta? Chi ha già visitato l’immobile per la necessaria presa visione, lo ha visitato a procedura avviata o prima?
Ho raccolto notizie sulla destinazione dell’area e degli interessi a realizzarvi una grande “piastra logistica” (per conto di un big player delle vendita on line) con un numero di occupati altissimo, come non se ne vede da decenni nel Vastese e non solo.
Io dico: non importa se sia Amazon, Alibabà, la risorta Postal Market, quel che importa (e farò in modo che sia cosi con tutti i mezzi politici che ho a disposizione) è che la centralità e la valorizzazione del nostro territorio può declinarsi in molteplici ambiti produttivi, cosi come lo sviluppo della occupazione; ma con una sola visione: che venga condiviso, conosciuto e gestito non da” parrocchie” o da singoli soggetti, ma da una corretta dimensione pubblica.
Possiamo diventare, perché ne abbiamo la occasione, una area di riferimento nella sperimentazione di soluzioni di gestione del territorio e degli insediamenti produttivi, pubbliche e condivise.
Inizierò io: coglierò l’occasione della prossima inaugurazione di un centro distributivo di Amazon alla quale sono invitato per chiedere conto di un loro interesse (come si vantano alcuni) per il sito dell’autoporto.
E poi convocherò l’impresa, le imprese che manifesteranno interesse per farmi raccontare questa loro scelta e per spiegare che l’insediamento, la realizzazione di un investimento si affronta confrontandosi con chi rappresenta le istituzioni e le istanze del territorio”.
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