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Residence Rossetti, c’è la nuova ordinanza

I creditori, cioè il Comune e la banca, sono stati invitati a depositare la somma di 150mila euro, mentre l’impresa costruttrice risulta essere la destinataria della nuova ordinanza con cui si intima la messa in sicurezza del cantiere. Nuovi sviluppi per il Residence Rossetti, il complesso edilizio di proprietà della Litos immobiliare, in totale stato di abbandono da anni.

Nei giorni scorsi il sindaco Francesco Menna ha annullato la precedente ordinanza del 13 febbraio con cui intimava al custode giudiziario del Tribunale una serie di interventi per rendere sicuro il cantiere e rimuovere alcune criticità e ne ha firmata un’altra che ribalta completamente il primo provvedimento.

Questa volta il destinatario non è più il custode giudiziario, essendo il fabbricato oggetto di una procedura esecutiva sospesa per due anni, ma la Litos. L’ impresa ha ora 15 giorni di tempo (dalla notifica dell’atto) per procedere alla chiusura della recinzione perimetrale in modo tale da impedire l’accesso, per la messa in sicurezza del fabbricato, per la pulizia dell’area, per una verifica tecnica circa la stabilità e sicurezza della gru a torre in disuso da tempo e, in caso di accertata instabilità, il suo smontaggio.

La nuova ordinanza sindacale prende spunto da un recente provvedimento del giudice della esecuzione immobiliare, Tommaso David. Nel frattempo il custode giudiziario, l’avvocato Nicola Tariddi ha trasmesso ai creditori, cioè Comune e banca, i preventivi di spesa per la messa in sicurezza del cantiere.

Sono tre le ditte che si sono rese disponibili ad effettuare i lavori: la Generali costruzioni, la Edilflorio e la Emmedue edilizia. Il preventivo più conveniente è risultato essere quello della Generali costruzioni che si è offerta di eseguire i lavori al prezzo di 153.994 euro.

I creditori hanno ora trenta giorni di tempo (questo il termine concesso dall’avvocato Tariddi) per versare la somma di 150mila euro “al fine di consentire, all’esito della disposta sospensione della  procedura, la prosecuzione delle operazioni di vendita previa messa in sicurezza dell’immobile”.

Insomma, la situazione è alquanto ingarbugliata e l’esito non è affatto scontato perchè – come sottolineano i legali della Litos – sia il Comune, sia la Banca potrebbero non rendersi disponibili a sborsare una simile somma di denaro. A quel punto la procedura esecutiva si estingue e il complesso residenziale da ultimare ritorna nella disponibilità dell’impresa costruttrice che dal tribunale ha ottenuto la sospensione per due anni della procedura esecutiva   sulla scorta dell’ ipotesi,  avanzata dalla Procura, che sia stata vittima di usura.

Anna Bontempo (Il Centro)

 

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