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Discarica dissequestrata, protestano le associazioni

“Auspichiamo che la procura presenti ricorso in cassazione. Noi valuteremo cosa fare”. Il comitato del comprensorio vastese e il Forum H2O esprimono sconcerto per il dissequestro della terza vasca del Civeta disposta dal giudice per le indagini preliminari, Italo Radoccia, nonostante il parere contrario del pubblico ministero Giampiero Di Florio. 

Il provvedimento, che accoglie l’istanza presentata dall’avvocato Luigi Follieri, legale di Michele Silvestri, rappresentante della Cupello Ambiente (la società che ha in gestione la discarica), è stato motivato – come riportato dal Centro – dalle cessate esigenze cautelari e dal venir meno del pericolo di inquinamento probatorio per via dell’ultimazione delle indagini tecniche svolte dai consulenti della procura, ma anche dall’avvenuta esecuzione di opere “riparatori” concordate con la Regione Abruzzo e l’Arta. Ed è proprio su questo aspetto che puntano l’attenzione i due sodalizi, i quali al contrario dei sindaci consorziati che hanno accolto positivamente la notizia del dissequestro, esprimono sconcerto e una serie di perplessità.

Ci piacerebbe sapere dal giudice, visto che nel provvedimento non ci sono particolari, l’elenco delle opere riparatorie, dato che da quanto sappiamo esistono almeno due procedimenti aperti presso la Regione volti a definire quali interventi fare, ad esempio sulla frana”, sostengono il comitato e il Forum H2O, “e quali iniziative intraprendere da parte del Comitato Via (Valutazione di impatto ambientale, ndc), dopo la segnalazione da parte del commissario straordinario del Civeta del fatto che la discarica sarebbe stata realizzata in difformità rispetto al progetto a suo tempo approvato.  Questi procedimenti sono stati conclusi e i lavori già effettuati?”, chiedono i rappresentanti delle due associazioni.

Ad esempio, non ci pare che il comitato via regionale abbia finora discusso dell’argomento. Auspichiamo che la procura presenti ricorso in Cassazione. Noi valuteremo cosa fare alla luce dei procedimenti in Regione”.

Il dissequestro arriva a distanza di circa un anno dall’apposizione dei sigilli da parte dei militari del Noe di Pescara. L’indagine, avviata in seguito ad un corposo esposto presentato dalla Soa (Stazione ornitologica abruzzese), verte sulla provenienza e la tipologia dei rifiuti smaltiti nell’impianto e la corrispondenza con quanto previsto nella clausole contrattuali, nonché sulle forme di controllo attuate in concerto dal consorzio per farle rispettare.

Anna Bontempo (Il Centro)

 

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