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Il pioppo nero è malato, al via le cure per salvarlo

Diventa “sorvegliato speciale”  il pioppo nero di piazza Rodi, a Vasto Marina, uno dei tre alberi monumentali della città. Per il maestoso arbusto, assurto negli anni a simbolo della riviera,  inizia oggi un ciclo di trattamenti endoradicali per rallentare l’azione dei basidiomiceti – in pratica sono dei parassiti fungini – e stimolare l’apparato radicale. Gli interventi culmineranno con la potatura delle chiome, che già in passato sono state oggetto di interventi a dir poco discutibili, sfociati in un esposto alla Procura.

“Una relazione fitostatica ha definito sia lo stato vegetativo dell’albero sia gli interventi da eseguire sullo stesso”, spiega l’assessore ai servizi manutentivi, Gabriele Barisano, “allo scopo di preservare lo stato dell’arbusto e per motivi di pubblica incolumità è stato chiesto e ottenuto  il parere del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. L’autorizzazione a procedere con gli interventi ha permesso di programmare i lavori con il trattamento endoradicale, che saranno eseguiti dalla ditta Spider Work srl per un importo complessivo di 4.209 euro. Si procederà poi alla potatura e al cablaggio dinamico in quota. Azioni che renderanno il pioppo nero di piazza Rodi ancora più bello”, conclude Barisano.

Il maestoso albero è diventato  monumento naturale protetto nel 2012, quando venne inserito, grazie ad un decreto della giunta regionale dell’epoca,  nella lista delle 350 piante presenti sul territorio abruzzese,  da tutelare insieme all’ulivo di via Maddalena e al pino di via Tre Segni, facendo divieto a chiunque di abbatterle, fatta eccezione per motivi di pubblica incolumità o di ordine sanitario.

Un riconoscimento importante, attribuito  per l’estensione della chioma piuttosto rara e per la rilevanza storico-culturale , salutato con soddisfazione dalle associazioni ambientaliste,  che pochi mesi prima contestarono la potatura del pioppo nero di piazza Rodi, effettuata da alcuni privati. Venne anche presentato un esposto alla Procura che sembra non sia riuscita ad individuare i responsabili di quel taglio scellerato.

“L’attacco dei parassiti fungini potrebbe essere, verosimilmente, la conseguenza di quel discutibile intervento”, è l’ipotesi ventilata dagli ambientalisti locali che non nascondono la loro preoccupazione per la sorte del monumento arboreo.

Nel frattempo l’amministrazione comunale ha programmato la manutenzione ordinaria del verde pubblico tramite la potatura e l’abbattimento di alcuni alberi secchi con altezza inferiore ai 18 metri. Gli interventi sono stati affidati alla ditta Ecologica  NiK Bont per un importo totale di 13.032 euro.

Anna Bontempo (Il Centro)

 

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