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Emergenza smog sempre più cronica, ecco la foto scattata dal report Mal’aria

In Italia l’emergenza smog è sempre più cronica e si ripresenta puntale ogni anno. A dimostralo i nuovi dati di Mal’aria, il report annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico in città. Un’emergenza che ha segnato anche il 2019, un anno nero sul fronte Mal’aria con 54 capoluoghi di provincia hanno superato il limite previsto per le polveri sottili (PM10) o per l’ozono (O3), stabiliti rispettivamente in 35 e 25 giorni nell’anno solare. In 26 dei 54 capoluoghi, il limite è stato superato per entrambi i parametri.

In Abruzzo, si sono registrati sforamenti per il limite previsto per l’ozono su Chieti scalo (45) e Pescara (34) e nuovi sforamenti per le polveri sottili già ad inizio 2020, caratterizzato dall’emergenza del viadotto Cerrano con risvolti negativi sulla ss 16 congestionata dal traffico e dallo smog e relativo peggioramento della qualità dell’aria con l’aumento degli inquinanti nell’area urbana.

Un inquinamento che minaccia la salute dei cittadini e l’ambiente circostante che trova nel trasporto stradale una delle principali fonti di emissioni di inquinanti atmosferici nelle aree urbane, senza dimenticare le altre sorgenti come il riscaldamento domestico, l’industria e l’agricoltura. Settori sui quali occorre intervenire in maniera sinergica. Per questo oggi l’associazione ambientalista ha lanciato anche le sue proposte: tra le azioni principali il potenziamento del trasporto pubblico locale rendendolo efficiente, capillare, a zero emissioni e riducendo così il numero di mezzi circolanti in Italia, ripensare le città in una chiave sostenibile, rendere consapevoli le persone, attraverso campagne di informazione e sensibilizzazione sulle pubblicità spesso ingannevoli legate al mercato delle auto, eliminare i sussidi alle fonti fossili – nel 2018 parliamo di 18,8 miliardi di euro – destinando quando previsto all’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare del Paese, promuovere pratiche sostenibili in agricoltura.

“L’ormai cronica emergenza smog – dichiara Giuseppe Di Marco, presidente Legambiente Abruzzo – va affrontata in maniera efficace. Le deboli e sporadiche misure anti-smog sono solo interventi palliativi che permettono di contenere temporaneamente i danni sanitari, ma non producono effetti duraturi se non all’interno di interventi strutturali. È urgente mettere in campo politiche e azioni efficaci ed integrate a livello nazionale che riguardino tutte le fonti inquinanti, programmando interventi sia sulla mobilità urbana sempre più pubblica, condivisa, a zero emissioni e multi-modale, che sul riscaldamento domestico, la produzione di elettricità e quella industriale e l’agricoltura. Solo così si potrà aggredire davvero l’inquinamento atmosferico e affrontare in maniera concreta il tema della sfida climatica”.

Legambiente ricorda che l’inquinamento atmosferico è al momento la più grande minaccia ambientale per la salute umana ed è percepita come la seconda più grande minaccia ambientale dopo il cambiamento climatico. A pagarne le conseguenze sono i cittadini. Ogni anno sono oltre 60mila le morti premature in Italia dovute all’inquinamento atmosferico che determinano un danno economico, stimato sulla base dei costi sanitari comprendenti le malattie, le cure, le visite, i giorni di lavoro persi, che solo in Italia oscilla tra 47 e 142 miliardi di euro all’anno (330 – 940 miliardi a livello europeo) La Commissione europea ha messo in atto molte procedure di infrazione contro gli Stati membri – tra cui l’Italia – per il mancato rispetto dei limiti comunitari in tema di qualità dell’aria. Stati membri già alle prese con azioni legali intraprese da associazioni e gruppi di cittadini che chiedono di poter respirare aria pulita.

Nei 10 anni di campagna di Legambiente PM10 ti tengo d’occhio su 67 città che almeno una volta sono entrate nella speciale classifica, il 28% di queste (19 città) hanno superato i limiti giornalieri di PM10 tutti gli anni, 10 volte su 10. Sei città (il 9%) ha superato i limiti 9 volte su 10 mentre 8 città (il 12%) lo hanno superato 8 volte su 10. Pescara 6 volte su 10. Unica nota positiva il fatto che negli ultimi 10 anni (dal 2010 al 2019) si nota come nel corso degli anni ci sia stato un netto miglioramento del numero delle città oltre i limiti del PM10. Si è infatti passati dalle 62 città fuorilegge del 2010 alle 26 del 2019 con un trend più o meno costantemente in calo negli anni, ad eccezione di qualche annata particolarmente critica.

Nel report Mal’aria si estende l’anaisi all’attuale situazione del mercato auto, segnato nel 2019 dal cambio di alcuni limiti normativi e dei test di omologazione per le autovetture sempre più stringenti, che di fatto hanno tagliato fuori alcuni tipi di motorizzazioni. Legambiente evidenzia come le case automobilistiche stiano svendendo modelli che tra pochi anni non potranno più circolare, nascondendo la verità ai potenziali acquirenti subissandoli da pubblicità rassicuranti ma molto spesso ingannevoli.

Insieme al report è stato presentato anche il neo circolo di area vasta di Legambiente “Legambici Abruzzo” che potenzierà le attività associative di supporto ai temi della mobilità sostenibile e lotta alle emissioni inquinanti e climalteranti.

“Si tratta di una struttura nuova di Legambiente – dichiara Luca Colantonio, presidente Legambici Abruzzo – che lega i principi della mobilità lenta alle politiche della sostenibilità ambientale, volta a far crescere i temi dell’intermodalità, del Trasporto Pubblico Locale e più in generale della mobilità a zero emissione e promuovere iniziative e nuovi stili di vita in favore di una mobilità rispettosa dell’ambiente e smart.”

Accompagneranno la guida del nuovo macro circolo, il vice presidente Silvia Tauro e il già primario Guido Mancini.

Il report Mal’aria su: https://www.legambiente.it/malaria-di-citta/

L’ufficio stampa di Legambiente: 345 9193427

 

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