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Maltrattamenti a scuola, in 20 chiedono i danni

E’ fissata per giovedì l’udienza preliminare della maestra accusata di maltrattamenti a scuola. Durante la scorsa udienza era stata chiesta e concessa dal giudice Fabrizio Pasquale, l’estensione della responsabilità civile al ministero della Pubblica istruzione. E giovedì l’udienza dovrebbe ripartire proprio dalla chiamata di un rappresentate del ministero della Pubblica istruzione che dovrebbe costituirsi parte civile.

Intanto le famiglie le famiglie che hanno deciso di costituirsi parte civile sono venti e sono assistite dagli avvocati Antonello Cerella, Clementina De Virgiliis , Claudia D’Alò, Silvia Ranalli, Giuseppe D’Urbano, Flavio Santarelli e Antonio De Angelis. 

Ad accusare l’insegnante ci sarebbero alcuni filmati realizzati dai carabinieri all’insaputa della maestra all’interno dell’aula in cui la donna stava con bambini. Per il sostituto procuratore Michele Pecoraro che ha condotto l’inchiesta, le immagini racconterebbero la condotta vessatoria e violenta della maestra nei confronti di tutta la classe. Ma la maestra, assistita dall’avvocato Alessandra Cappa, rigetta le accuse e ha sempre negato di aver usato violenza con i piccoli. Per la donna i suoi erano metodi rigidi ma non affatto violenti.

ma il capo d’accusa parla di “reiterati atti di violenza fisica e psicologica” oltre ai maltrattamenti sui bambini (di età compresa fra i due e i sei anni)  che sarebbero stati sottoposti “con frequenza quasi quotidiana a continue sofferenze fisiche e umiliazioni morali, esigendo comportamenti inadeguati per la loro età, inveendo contro di loro mediante urla e ingiurie e mortificandoli in caso di qualsiasi manifesta difficoltà dei bambini nel rispettare le sue direttive, strattonandoli, percuotendoli con schiaffi sulla nuca o sul capo, instaurando durante le sue ore di presenza un clima di tensione e paura nei bambini vittime o spettatori delle azioni poste in essere. Con l’aggravante”, ha sostenuto il pm Pecoraro “di aver commesso i reati con abuso di autorità in danno di minori e all’interno di un istituto di istruzione”.

Paola Calvano

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