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Crepe sulla Via Verde, “La zona è a rischio frane”

Una profonda crepa lunga più di due metri, a metà del percorso che da Torre Sinello arriva fino a Mottagrossa. Mostra i primi cedimenti il tratto della pista ciclabile (Via Verde) realizzato all’interno della riserva naturale di Punta Aderci, in una zona interessata da un elevato dissesto idrogeologico. A notare la presenza delle lesioni lungo il sentiero, percorso quotidianamente da biciclette e mountan bike, è stato Stefano Taglioli, coordinatore del gruppo fratino di Vasto.

“Si tratta purtroppo di cedimenti prevedibili, annunciati già a suo tempo”, chiosa  l’ambientalista, “la cosa drammatica è che molti addetti ai lavori non hanno contezza del problema. O fanno finta di non averla. Per non parlare del vialone della zona industriale, sempre all’interno della riserva di Punta Aderci, dove si è aperta una voragine che rischia di allargarsi sempre di più vista la presenza di un vallone dove scorre l’acqua. Temo problemi seri se non si prendono provvedimenti. Ho scattato le foto e le ho inviate ad un consigliere comunale”, conclude Taglioli.

Insomma, si sta verificando quello che alcune associazioni cittadine, già nel 2014, avevano ventilato, mostrando forti perplessità sul progetto di pista ciclabile realizzato lungo un sentiero naturalistico già esistente, interessato per un tratto di 2,5 chilometri, da un elevato dissesto idrogeologico. Italia Nostra, Arci, Fai, Porta Nuova e Comitato cittadino per la tutela del territorio  avevano chiesto sei anni fa un percorso alternativo, rispetto a quello realizzato dalla Provincia all’interno dell’area protetta, meta privilegiata del turismo naturalista.

Ci furono diversi incontri, a cui non fece seguito alcuna modifica. Pur essendo assolutamente favorevoli alla pista ciclabile della Via Verde, le associazioni avevano manifestato preoccupazioni per le caratteristiche morfologiche  dell’area in questione, sottoposta ad una progressiva erosione a causa degli evidenti fenomeni di smottamento che hanno interessato, ancor prima dell’apertura del cantiere,  il tracciato in questione. Proprio per queste ragioni i responsabili dei cinque sodalizi avevano chiesto, ben cinque anni fa, un percorso alternativo, che non è mai stato preso in considerazione.

Nel frattempo si allarga sempre di più la voragine che si è aperta lungo il vialone della zona industriale,  a monte della spiaggetta di Punta Penna. L’area è stata transennata per evitare incidenti, ma il problema resta e non è affatto da sottovalutare, trattandosi di un’area percorsa quotidianamente non solo da auto dirette verso la riserva naturale, ma anche da mezzi pesanti che transitano lungo la zona industriale.

Anna Bontempo (Il Centro)

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