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“La terza discarica sequestrata non è conforme al progetto”

Scatta la procedura sanzionatoria per la terza discarica del Civeta, posta sotto sequestro lo scorso mese di marzo  dalla magistratura e che, secondo quanto emerso da una riunione tenuta in Regione,  sarebbe stata realizzata in maniera difforme rispetto al progetto approvato. E’ di queste ore la notizia che il servizio regionale Via (valutazione di impatto ambientale) ha chiesto al Consorzio intercomunale di Cupello di “attivare la presentazione di istanza di riesame del progetto della terza discarica, evidenziando le opere difformi dall’originaria autorizzazione”.

La procedura sanzionatoria è stata avviata dopo la trasmissione, da parte del Forum H20, del verbale della conferenza dei servizi che si è svolta il 18 ottobre scorso in Regione. Nell’incontro il Commissario del Civeta, Valerio De Vincentiis era intervenuto sostenendo che, secondo uno studio tecnico geologico che il Consorzio ha commissionato ad alcuni esperti, ed i cui dati saranno consegnati all’autorità competente, è stato acclarato che l’invaso in questione, è stato realizzato dalla Cupello Ambiente in totale difformità rispetto a quanto progettato dall’ingegner Mandolini ed autorizzato dalla Regione Abruzzo in data 24 maggio 2017. Nello specifico lo studio avrebbe accertato  che la discarica era stata realizzata dando eccessiva pendenza alle pareti e certificava la necessità di una loro “riprofilatura” al fine di evitare frane.

“È davvero singolare che su un caso così eclatante debba essere un volontario ad accorgersi che era opportuno trasmettere al Comitato Via un verbale così rilevante di un mese e mezzo prima”, commenta Augusto De Sanctis del Forum H20. “lo avevo ottenuto grazie al consigliere comunale di Cupello,  Roberta Boschetti a cui avevo chiesto di procedere con un accesso agli atti dopo aver sentito parlare di questa riunione. Evidentemente i vari enti coinvolti e,  addirittura due uffici della stessa Regione,  non dialogano a sufficienza. La questione è rilevante perché i progetti devono essere realizzati nelle modalità approvate nella procedura di valutazione di impatto ambientale e qualsiasi variante deve ripassare per gli uffici competenti e, in determinati casi, qualora le modifiche siano rilevanti, fare almeno la verifica di assoggettabilità a Via con fase pubblica per le osservazioni. Da tempo solleviamo il problema dell’effettiva attuazione di tali procedure previste dalla legge”, conclude De Sanctis.

Anna Bontempo (Il Centro)

 

 

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