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Stasera a Pollutri le fave di san Nicola

Il culto di san Nicola a Pollutri ha origini antiche. Già nel 1309 nel libro dei conti ed esazioni della Badia di san Barbato viene nominata una cappella dedicata al Santo. Nella chiesa parrocchiale vi è una statua lignea databile tra la fine del XIII ed i primi del XIV secolo. Nella stessa chiesa, nei giorni di festa dedicati al Santo, viene esporto il busto argenteo di san Nicola, un autentico capolavoro dell’oreficeria napoletana. I festeggiamenti in onore di san Nicola, protettore di Pollutri, si svolgono nei giorni cinque e sei dicembre, e nella prima domenica di Maggio. Nella ricorrenza di dicembre, precisamente alle ore 19 del giorno cinque vigilia della festa del Santo, è in programma la cottura delle fave, una delle tradizioni più antiche del nostro Abruzzo.

Si narra che i Pollutresi, colpiti da una terribile carestia, sarebbero stati salvati da San Nicola, che, moltiplicando a dismisura un pugno di fave, riuscì  a sfamare l’intera popolazione. A ricordo dell’avvenimento, la vigilia della festa del Santo, sul sagrato della chiesa parrocchiale, vengono predisposti nove enormi caldaie in cui vengono lessate le fave. Con l’accensione dei fuochi (ore 19) inizia una combattuta sfida tra i “fuochisti” incitati dall’entusiasmo popolare per far bollire per prima la propria caldaia. Le fave, appena cotte, vengono distribuite gratuitamente insieme al pane a quanti ne faranno richiesta. Il giorno successivo, festa di San Nicola, le fave stesse con pane e vino vengono distribuite a tutte le famiglie del paese che le consumeranno nel pasto di mezzogiorno.

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