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Antonio Borromeo: “Apriamo gli occhi sui diritti del cittadino”

Dopo qualche fatto che mi ha visto vittima in una questione di rapporto con l’Amministrazione di Vasto, ho deciso di entrare nel Tempio del Comune, a piedi nudi, per capire come vengono gestiti e tutelati i diritti dei nostri figli, della famiglia separata, dei minori esposti ed abbandonati; quali strumenti organizzativi vengono adottati per prevenire e come viene garantita la partecipazione dei cittadini nel caso dei conflitti e delle decisioni. Mi accompagneranno nel percorso la Legge e la legalità, convinto di non dover fare un cammino ad ostacoli. Mi auguro di trovare il Tempio aperto e i custodi disposti ad accompagnarmi senza trabocchetti. Molti condivideranno l’iniziativa, altri forse no. Ma comprenderò quelli contrari. Cercherò di entrare nelle stanze dove si custodisce la vita di buona parte dei nostri cittadini, ma garantisco che lo farò con molta riservatezza, nel rispetto della legge, nella speranza di non incontrare ostacoli o ritardi. Mi muoverò nel rispetto della legge sulla privacy, delle direttive ministeriali ed europee, ma con la convinzione di muovermi, di diritto, per approfondire le specifiche tematiche di cui mi interesso.
Lo sapevate che vi è una legge in Italia chiamata 241 che nel 1990 ha cambiato i connotati e il volto della Pubblica Amministrazione e degli Enti territoriali? Questa legge, per chi non lo sa, dice che le iniziative e le attività della Pubblica Amministrazione, devono passare attraverso programmi e piani partecipati, non più attraverso scelte e decisioni discrezionali e di favore. La Pubblica Amministrazione, secondo la legge, deve sempre, quando agisce, rispettare un sacrosanto principio: il diritto uguale per tutti, in modo pubblico e trasparente. La burocrazia, funzionari e dipendenti, deve separarsi dalla politica e gestire la cosa pubblica nel rispetto di principi scritti e regolamentati, come dire che non possono decidere sullo stesso pianerottolo. Quando stanno insieme amministratori e burocrati è altra cosa. Indirizzi e controlli, relazioni e pareri. Mi accompagnerà nel viaggio, il catechismo che nel 1948 fu scritto ed approvato dai grandi scienziati del diritto italiano: la Carta Costituzionale. In questa ho trovato un importante articolo, in cui sono concentrati tutti i principi che regolano la vita pubblica della Pubblica Amministrazione: l’art. 97 che riporto integralmente, da cui ho tratto la forza e l’ispirazione. Art.97 Costituzione.
“I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione. Nell’ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari. Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”. Bene! Molti mi conoscono per l’impegno votato verso i minori, i loro diritti e la loro dignità. Per i minori ho allarmato le Istituzioni pubbliche per mezza Italia, a piedi, fino a Bruxelles, portando in giro la vergognosa situazione con cui vengono trattate le persone dei minori e le drammatiche conseguenze in cui finiscono i genitori afflitti dalla separazione, per la disattenzione e la confusione delle Istituzioni pubbliche.
Entriamo, dunque, nel Tempio, in punta di piedi. La vicenda di Bibbiano ha, purtroppo, insinuato molti dubbi nei cittadini di tutta Italia. Anche noi vogliamo sapere che cosa succede intorno noi. Abbiamo diritto-dovere di sapere, perché il problema riguarda la società del futuro. Infatti quei minori sono il nostro futuro. La gente, anche da noi ne parla e lo fa sottovoce, e si guarda sospettosa intorno. Allora è il caso di approfondire, di informarsi per tranquillizzarci. Il problema è pubblico, si spendono soldi pubblici e vogliamo tutti rasserenare la coscienza, se possibile.
E così ho cominciato il primo contatto col Comune di Vasto con una richiesta che ho protocollato in data 24.10.2019, n. 60424, con oggetto “Accesso atti, per informazioni su situazione affidamenti minori ex art 5 D.Lgs 33/2013, sostituito dall’art. 6, comma 1 D.Lgs 97/2016”. In foto la nota. Dopo rimandi di giorno in giorno, il 25 novembre, in foto la risposta. Il giorno 27.11.2019, poiché la risposta era incompleta, ho ripresentato un’altra richiesta, prot. 67346. Attendiamo. Intanto la richiesta è a bella vista sui tavoli dei “dirigenti”.
Antonio  Borromeo
Presidente associazione Papi Gump
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