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Coniugi morti nel fiume Orta, i familiari verranno risarciti

Verranno risarciti i familiari di Giuseppe Pirocchi e Silvia D’Ercole, i coniugi di Scerni deceduti il primo maggio del 2017 dopo essere scivolati nel fiume Orta nel comune di Caramanico davanti ai lori figli che all’epoca avevano 5 e 8 anni. L’udienza per definire l’accordo risarcitorio è stata rinviata al 12 febbraio 2020. La notizia certa dunque è che gli stessi verranno risarciti mentre resta “in piedi” l’accusa di omicidio colposo a carico degli indagati, il sindaco di Caramanico, Simone Angelucci e il Direttore del Parco della Majella, Oremo Di Nino.

Furono il procuratore Massimiliano Serpi e il sostituto procuratore Valentina D’Agostino ad escludere l’imprudenza delle vittime puntando il dito sulle omesse segnalazioni del pericolo. Sulla scorta delle risultanze investigative e delle perizie, gli investigatori avevano dunque escluso lo scenario della tragica fatalità o dell’imprudenza da parte delle vittime.

LA TRAGEDIA. Si erano addentrati in una zona interdetta per ammirare meglio lo spettacolo offerto dalle rapide di Santa Lucia, lungo il fiume Orta di Caramanico Terme. A scivolare per prima la donna. Poi il marito, nel tentativo di riafferrarla, scivolò anche lui ed entrambi vennero inghiottiti dalle rapide davanti ai figli di 5 e 8 anni. La tragedia avvenne nell’arco di pochi secondi. Dopo l’allarme ci fu la mobilitazione dei sanitari del 118, dei Vigili del Fuoco e dei carabinieri. Le operazioni di recupero dei corpi si conclusero dopo molte ore.

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