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Incidente sul lavoro, cade l’accusa al dirigente

Un dirigente non può essere considerato responsabile di una decisione presa in modo del tutto inaspettato da un dipendente. Il gup del Tribunale di Vasto, Italo Radoccia ,in osservanza a quanto sancito dalla Corte di Cassazione, ha assolto con formula piena D.D.N. dirigente e delegato per la sicurezza della ditta Prima Easter.

Una sentenza destinata a fare storia. L’indagato era accusato di lesioni colpose aggravate. L’episodio nell’azienda dell’imprenditore Maurizio Stirpe (presidente del Frosinone calcio),si verificò nel febbraio 2016 all’interno dello stabilimento che produce componentistica in plastica per auto.in contrada Carriera a Torino di Sangro.

Un dipendente M.D.F., venne investito da un collega alla guida di un carrello elevatore elettrico nel corso dello operazioni di carico e scarico della merce. M.D.F.riportò lesioni invalidanti alle gambe. Il dirigente delegato alla sicurezza, finì a giudizio per violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro.

Venerdì l’imputato è comparso davanti al gup assistito dall’avvocato Antonino Cerella. Secondo la Procura, il dirigente avrebbe omesso di porre in essere le dovute precauzioni previste dalla normativa di prevenzione degli infortuni sul lavoro, cagionando così indirettamente le lesioni al dipendente.

Nel corso dell’udienza, la difesa ha prodotto una consulenza tecnica di parte redatta dall’ingegnere Andrea Talone che ha ricostruito l’esatta dinamica dell’incidente, dimostrando come non vi erano state omissioni nella gestione della sicurezza o violazioni delle norme antinfortunistiche all’interno dello stabilimento.

Al contrario, l’infortunio rientrava nella sfera dell’imprevedibilità e non era pertanto evitabile. Il giudice Italo Radoccia ha condiviso la tesi difensiva incentrata “sul principio di responsabilità del lavoratore inteso come condotta che valorizzi la collaborazione dello stesso alla concreta realizzazione della sicurezza nei luoghi di lavoro laddove la ditta abbia posto in essere tutte le necessarie cauteli affinché il sinistro non si realizzi”.

Il dirigente non poteva prevedere il comportamento del collega che ferì l’infortunato. Il giorno dell’incidente M.D.F. si trovava nel reparto accettazione-arrivi per effettuare l’inventario del magazzino. Il materiale era depositato all’interno di cassoni alti 5 metri immagazzinati e poggiati ad una parete. Il lavoratore stava leggendo i cartellini attaccati sui cassoni quando un collega che manovrava un carrello elevatore elettrico, nel fare una manovra in retromarcia su un’area adibita a deposito, gli finì contro una gamba. Il dirigente non avrebbe potuto immaginare quella manovra, per cui il giudice, seguendo le direttive della Cassazione ha emesso la sentenza di assoluzione che costituirà un precedente.

Paola Calvano (Il Centro)

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