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Cbi, a casa i 31 lavoratori. “E’ crisi nel Vastese”

La Sam ha smontato gli impianti , alla Granito Forte e all’Archema si preparano a fare diverse giornate di cassa integrazione . Le aziende del Vastese sono in affanno. Molte stanno decidendo di chiudere. La conferma arriva da Gissi : i 31 lavoratori della Cbi ( ventilatori industriali) a dispetto delle promesse ricevute il 10 settembre , hanno ricevuto ieri dalla proprietà la conferma dei licenziamenti. I lavoratori hanno inscenato un nuovo sit-in e non escludono nuove clamorose iniziative.

” E’ evidente che al Vastese va riconosciuto lo stato di crisi”, afferma Emilio Di Cola( Filtcem -Cgil). La Cgil chiede ai politici abruzzesi di adoperarsi per ottenere il riconoscimento della crisi industriale. ” La situazione è drammatica in tutti i settori”, insiste Di Cola.” Chimico, metalmeccanico, tessile. Va assolutamente trovata una soluzione”.

IL TRISTE EPILOGO DELLA CBI. Il 10 settembre dopo l’incontro nella sede della Confindustria di Vasto fra le rappresentanze sindacali dei lavoratori assistite dalle rispettive organizzazioni sindacali con i vertici della CBI SpA di Gissi ,il peggio sembrava essere passato. Si era parlato anche di possibili acquirenti. “ L’incontro “, confermano le rsu e le organizzazioni sindacali territoriali” era stato pieno di aspettative per scongiurare l’apertura della procedura di mobilità per 31 lavoratori .Purtroppo, ieri, dopo quasi trenta giorni, nell’imminenza dello scadere del termine sindacale di consultazione previsto dalla legge, i dirigenti della Cbi hanno ribadito ai rappresentanti dei lavoratori la conferma del licenziamento di tutti i dipendenti. Stiamo tentando di fare delle trattative, ma pare non ci siano alternative “, aggiungono le Rsu della Cbi . “Ad oggi non ci sono altre soluzioni “, prosegue la nota sindacale. “Vane sono state anche le richieste di parte dei sindacati di attuare misure alternative al licenziamento I lavoratori della CBI SpA, sentendosi presi in giro da chi li ha illusi con false soluzioni, hanno deciso di tornare a protestare”, annotano cgil, Cisl e Uil. La speranza per i 31 lavoratori è di un ripensamento. La prossima riunione è in programma il 9 ottobre alle 15 nella sede di Confindustria. In quella sede non sarà lasciata intentata nessuna opportunità.

LA CGIL CHIEDE IL RICONOSCIMENTO DELLO STATO DI CRISI. I sindacati non nascondono di essere molto preoccupati. ” L’autunno”, dice Emilio Di Cola ( Filtcem) è sempre stata una stagione critica. Questo autunno per le aziende del Chietino è drammatico. Molte le attività che grazie agli ammortizzatori sociali( fra queste Granito Forte di Fresagrandinaria e l’Archema a San Salvo) riescono ad arrancare. Sono sempre di più però quelle che gettano la spugna per mancanza di ordinativi e incentivi. A Piana Snt’Angelo come nella vallata del Sinello o in Val di Sangro”, afferma Emilio Di Cola. ” La Cgil ha già chiesto un incontro per il riconoscimento dello stato di crisi. Io torno a farlo oggi alla luce delle ultime notizie che arrivano da Gissi”, afferma Di Cola. Tutti settori stanno attraversando un momento negativo. Peggio di così non si potrebbe andare. La politica riconosca a questo territorio lo stato di sofferenza” , insiste Di Cola.

Paola Calvano (Il Centro)

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