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Gli negarono di andare in bagno, la Sevel condannata al risarcimento

Accolto il ricorso del lavoratore della Sevel che due anni e mezzo fa, a seguito della sua richiesta di allontanarsi dalla postazione di lavoro per andare in bagno, gli venne negato e si urinò addosso.  Il lavoratore denunciò l’accaduto e ieri è stata emessa la sentenza del Tar che vedrà la Sevel risarcire il danno al lavoratore che è stato quantificato in 5 mila euro.

Importanti e significative per la ricostruzione di quanto accaduto sono state le testimonianze dei colleghi che erano sulla sua stessa postazione che hanno confermato quanto avvenuto.

Il giudice, con la sentenza emessa ieri, ha stabilito che l’azienda ha arrecato un concreto e grave pregiudizio alla dignità personale del lavoratore nel luogo di lavoro, al suo onore e alla sua reputazione, indubbiamente derivante dall’imbarazzo di essere osservato dai colleghi di lavoro con i pantaloni bagnati per essersi minzionato addosso.

Un episodio sconcertante che destò molto clamore.”Quanto avvenuto – dichiarò Davide Labbrozzi, segretario Fiom Chieti all’indomani del fatto (febbraio 2017)– è grottesco e primitivo. Negare ad un lavoratore il diritto di recarsi in bagno rappresenta un atteggiamento assurdo e incomprensibile”.

 

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