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Nuova Tac ancora ferma: lavori bloccati in ospedale

La nuova Tac non potrà entrare in funzione a ottobre. Anzi il consigliere regionale del M5S, Pietro Smargiassi ritiene che non entrerà mai in funzione. Le convinzioni di Smargiassi derivano dal’ispezione che il responsabile della Commissione vigilanza della Regione, ha fatto al San Pio.

“La Tac”, dichiara Smargiassi a IlCentro all’uscita dall’ospedale “è ancora imballata, ma quello che è grave, nessuno ha chiesto l’autorizzazione alla trasformazione di una finestra in porta d’accesso alla sala che dovrebbe ospitare l’impianto. Mancano 40 giorni ad ottobre“, sottolinea Smargiassi.

“Dall’ultima riunione avuta a maggio nessuno ha mosso un dito. Le pareti in piombo che la Asl avrebbe dovuto abbattere per realizzare un locale idoneo ad ospitare la Tac sono ancora intatte. Il particolare che racconta la non volontà di far entrare in funzione la macchina è che non è stato presentato alcun progetto per la trasformazione dei locali nè all’interno, nè all’esterno. La stanza che avrebbe dovuto ospitare la Tac ha una finestra aperta sul vuoto. La finestra avrebbe già dovuto diventare una porta e il vuoto avrebbe dovuto essere colmato con una scala. Tutto questo significa una sola cosa: la Asl non ha nessuna intenzione di attivare la Tac a Vasto“, afferma Smargiassi.

Il consigliere regionale stigmatizza anche l’atteggiamento del “Comitato in difesa dell’ospedale San Pio”. “E’ divenuto silente. Anzi assente”, dice.

L’odissea della Tac va avanti da quattro anni. Il macchinario venne acquistato attraverso una gara pubblica. Non è mai stato installato perché il luogo individuato necessita di una ristrutturazione per una spesa di 130 mila euro. Oltre alle pareti da abbattere e alla realizzazione di una porta ,bisognerebbe potenziare ulteriormente la cabina elettrica e occorrerebbe un investimento di 300mila euro.

La Commissione vigilanza il 2 maggio aveva ascoltato i vertici della direzione sanitaria e gli ingegneri Capocasa e Mancini. Il consigliere regionale Pietro Smargiassi aveva chiesto una soluzione per mettere fine all’ incresciosa vicenda.

La Asl aveva promesso. “Entro il mese di ottobre la Tac sarà attivata”.

“Purtroppo non è così” ribadisce Smargiassi. Il nuovo apparecchio, del tipo a 64 strati, avrebbe dovuto fornire, rispetto alla Tac già presente, maggiori e più potenti mezzi di indagine diagnostica per tutta una serie di patologie. La Tac di ultima generazione è in grado di soddisfare esigenze che spaziano dalla diagnostica osteoarticolare a quella vascolare e per lo stoke, non tralasciando i software di endoscopia virtuale e dental-scan.

“La Asl però tiene la nuova macchina in un magazzino e non sembra avere nessuna intenzione di adeguare il San Pio”, ripete amareggiato il presidente della Commissione vigilanza.

Paola Calvano (Il Centro)

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