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Vasto, la Procura indaga sulle quote Pulchra

La vendita della quota pubblica detenuta nella Pulchra e la proroga del contratto per altri cinque anni alla società che si occupa del servizio di igiene urbana diventata completamente privata nei mesi scorsi. Ruota intorno a questi passaggi amministrativi l’inchiesta avviata dalla Procura di Vasto in seguito ad un esposto presentato dall’opposizione consiliare che ha chiesto di valutare, oltre ai profili di “illeicità penale”, anche quelli di natura contabile, chiamando in causa,  oltre alla magistratura ordinaria, la Corte dei Conti.

A chiedere che venga fatta piena luce sulle responsabilità di “amministratori e funzionari” sono stati quattro consiglieri dell’opposizione, Edmondo Laudazi, Guido Giangiacomo, Alessandro D’Elisa e Vincenzo Suriani sentiti in qualità di persone informate sui fatti dai carabinieri forestali che dalla Procura hanno avuto la delega per le indagini.

I quattro esponenti del centrodestra presentarono a maggio 2018 – prima ancora che la quota pubblica Pulchra venisse messa in vendita – un esposto ricostruendo in maniera analitica e dettagliata la controversa vicenda finita anche sulla scrivania di Raffaele Cantone, presidente dell’Anac, ma sulla scorta di un esposto firmato dal gruppo consiliare del Movimento 5 stelle e dalla deputata vastese Carmela Grippa. 

L’operazione che per mesi ha animato il dibattito politico all’interno e fuori dall’aula consiliare è la vendita della quota detenuta dal Comune nella società, il 51% del pacchetto azionario, acquistata dalla Sapi dell’imprenditore vastese Giovanni Petroro per 1.160.000 euro, cioè 2mila euro in più rispetto alla stima effettuata dalla commercialista incaricata dal Comune (1.158.000). In virtù di tale vendita la Pulchra, diventata privata al 100%, ha ottenuto la proroga del contratto per altri cinque anni – dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2023 – al canone annuo di 4.576.263 euro. Sulla regolarità di tale operazione, fortemente contestata dalle minoranze,  sta indagando la Procura che ha delegato per le indagini i carabinieri forestali, i quali, oltre ad aver acquisito la documentazione, hanno anche raccolto le deposizioni di alcuni testimoni, tra cui i consiglieri firmatari dell’esposto.

I risultati degli accertamenti effettuati sono condensati in un rapporto che gli investigatori hanno rimesso al procuratore capo Giampiero Di Florio. L’amministrazione comunale, dal canto suo, ha sempre ribadito di aver operato nel rispetto delle leggi. In particolare il sindaco Francesco Menna si è sempre dichiarato convinto sulla bontà della scelta, sostenendo che il vero danno per le casse municipale ci sarebbe stato se non si fosse proceduto alla vendita delle azioni. 

Anna Bontempo (Il Centro)

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