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La storia del Pontile: da attracco per i pescherecci a simbolo turistico di Vasto

Uno dei simboli per eccellenza del golfo lunato vastese è rappresentato dal pontile: un lungo braccio proteso verso il mare, da cui è possibile osservare tutta la costa e la splendida sagoma della nostra
città adagiata sulla collina.

Ormai da molti mesi è al centro di polemiche sulla chiusura dell’accesso alla passerella e sui notevoli ritardi dei lavori di ripristino della pavimentazione, appaltati all’inizio della stagione estiva.

Se oggi il pontile ha una funzione puramente estetica per permettere la passeggiata sopra il mare, anticamente aveva essenzialmente una funzione di servizio per le imbarcazioni da pesca. Francesco Ciccarone, nei suoi Ricordi, annotava che in località Trave era presente un lungo pontile di legno che si protraeva verso il mare, fino a giungere alle navi ancorata al largo, attraverso la quale era possibile effettuare le operazioni di scarico e carico delle merci.

Così, nel 1948, per agevolare l’attività ittica, venne costruito il mercato del pesce (oggi sede del Circolo Nautico ndr), collegato con il pontile, costruito dall’Impresa Gagliardi &Chiodoni, per le operazioni dello scarico del pescato direttamente dai pescherecci. 

Ma con la nascita del Porto di Vasto e con l’avvento della motorizzazione, le vele sono pian piano scomparse ed il pontile è diventato attrattiva turistica e uno dei simboli della nostra spiaggia.

Il vecchio pontile, ormai fatiscente e pericoloso, soggetto alla pesante corrosione marina, venne abbattuto tra il 1996 ed il 1997, durante l’Amministrazione Tagliente, e sostituito da quello attuale, tra aprile e giugno del 1998, realizzato su progetto dell’ing. Massimo Vitellozzi, per un costo totale di circa 500 milioni di vecchie lire.

Il pontile è lungo 64 metri e largo due metri e mezzo. Sulla comoda e ampia piattaforma è d’obbligo una breve sosta per godere al meglio della visuale su Vasto e respirare l’aria fresca e profumata che sale dal mare.

Una pratica ancora oggi in uso, anche se molto pericolosa, e che sconsigliamo di effettuare, è quella dei tuffi: sono molti i giovani che scavalcano la ringhiera di protezione per compiere salti spericolati.

Il pontile di Vasto Marina ha felicemente ispirato Fernando D’annunzio, apprezzato poeta vastese, nella poesia dal titolo

Da sopr’ a la bbanghéine

M’acchiâppe ‘na vulè’ cirti matèine,
canda lu muäre è bbelle, calm’ e cchiäre,
da jìrm’ a ffacciä’ sopr’ a la bbanghèine,
pi’ jì ‘ huardä’ Lu Uâšte da lu muäre.

E ttinghe ‘mmènde a chi lu puanuruäme
che s’arimmèire e jé ‘na maravèjje:
lu Pualâzze, lu Mure di li Läme,
la bbella torre di Sanda Marèje…

Aàžže l’ùcchie e sopr’ a ‘ssa culluèine,
mentre lu suàule ti šta ‘llumuné,
mi päre da vidàrte ‘n cartulluèine…
Canda pù r èsse bbelle Uašte mè’!

Lino Spadaccini (noivastesi)

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