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Due roghi in un mese, paura per la discarica

Il secondo incendio nel giro di un mese e mezzo ed il quarto in un anno. Tutti i roghi hanno interessato la terza vasca gestita da Cupello Ambiente, sotto sequestro dallo scorso mese di marzo su disposizione della magistratura. L’allarme è scattato sabato mattina, quando nella piana di Valle Cena che accoglie gli impianti del Civeta, hanno visto il fumo che si sprigionava dal cumulo dei rifiuti.

Emergenza che si aggiunge ad emergenza visto che, quasi in contemporanea, il Commissario straordinario del Consorzio intercomunale, Valerio De Vincentiis, comunicava ai comuni consorziati che a causa di un guasto al vaglio rotante, non sarebbe stato possibile conferire il pattume fino al 29 luglio. I comuni sono alla ricerca di soluzioni, che sicuramente non saranno indolori per i cittadini, ma quello che più preoccupa è questa escalation di incendi in una vasca sotto sequestro.

“L’ultimo rogo ha bruciato la geomembrana”, spiega la sindaca di Cupello Graziana Di Florio, che ha seguito sul posto l’intervento dei vigili del fuoco, “ho sollecitato l’Arta affinchè venga monitorata la qualità dell’aria”. Parla di “segnali inquietanti” il Comitato per la difesa del comprensorio del Vastese.

“L’incendio di sabato mattina nell’area posta sotto sequestro giudiziario del Civeta è un nuovo pessimo segnale”, dicono i rappresentanti del sodalizio, “ancor di più dopo quanto emerso nei giorni scorsi sull’inchiesta in corso, che interroga non solo sulla gestione dei rifiuti nell’impianto ma anche su comportamenti istituzionali su cui il quadro delineato getta gravi ombre. Se l’incendio si dovesse confermare di natura dolosa, dopo i 3 avvenuti negli ultimi tredici mesi, non possiamo che ripetere quanto già espresso in occasione del precedente rogo. Sono segnali inquietanti, in perfetto stile mafioso, che incombono sul ciclo dei rifiuti in questa Regione. E non possiamo che rimarcare quanto scoperto in occasione dello scorso incendio sul non funzionamento delle telecamere di sorveglianza. Perché non sono accese? E di chi la responsabilità? Ma anche se le cause fossero accidentali la situazione sarebbe a dir poco allarmante. In questi mesi sono emerse fortissime criticità. La situazione richiede un immediato e severissimo controllo da parte di chi è deputato all’interesse pubblico e a difendere il territorio”.

Anna Bontempo (Il Centro)

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