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Furti nelle auto, gli arrestati negano le accuse

Sono cominciati ieri mattina alle 11 gli interrogatori di garanzia dei presunti componenti della banda che in un anno ha prelevato denaro da 53 carte di credito rubate in altrettante vetture parcheggiate sulla costa Adriatica. Ieri il gip Italo Radoccia ha ascoltato i 6 indagati finiti in carcere, domani saranno ascoltati gli altri due complici che hanno il solo obbligo di dimora e sono assistiti dall’avvocato Isabella Mugoni.

Le contestazioni non sono uguali per tutti i 6 arrestati. T.I.L., 31 anni, di origine romena, titolare di un locale è finita in carcere per essere stata compiacente con le persone che ” strisciavano” le carte rubate nel suo locale permettendo loro di incassare contanti. La donna, difesa dall’avvocato, Pino Sciarretta e dal collega Alessandro Orlando, ha contestato l’accusa.

“Nel locale della mia cliente c’è una sala giochi“, hanno spigato i legali . “Tantissimi i clienti che strisciano carte ritirando importanti some di denaro. Lei non ha ai avuto sospetti perchè chi ritirava con il bancomat conosceva il pin. Il suo non è stato affatto un atteggiamento compiacente“, afferma l’avvocato Sciarretta.

Il legale ha chiesto che venga rivista l’accusa alla donna e che la stessa venga rimessa in libertà. Un altro indagato difeso da Sciarretta, P.Z. , 53 anni, si è invece avvalso della facoltà di non rispondere. Ha rigettato le accuse anche V.B. 25 anni difeso dagli avvocati Giancarlo D’Angelo e Massimiliano Baccalà.

“Il mio cliente non ha mai rubato nulla ed è stato ripreso una sola volta ma non faceva parte di alcuna associazione”, ha dichiarato Baccalà. F.B. 47 anni ,considerato a capo dell’organizzazione piramidale che organizzava i furti, ha negato ogni accusa, forte del fatto che pare non ci siano immagini che lo accusano.

L’uomo è stato difeso dall’avvocato Raffaele Giacomucci come la moglie, S.M 46 anni. La donna ripresa mentre prelevava denaro si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Lo stesso ha fatto C.G. ,54 anni . Gli interrogatori sono finiti alle 14,40. Il gip si è riservato di decidere in merito alle richieste di remissione in libertà. Domani come detto il giudice ascolterà anche i due indagati la cui posizione è marginale e hanno quindi solo l’obbligo di dimora. Nel frattempo i carabinieri proseguono le indagini e aggiungono altri tasselli all’operazione.

Paola Calvano (Il Centro)

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