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Ultimo giorno per la personale di pittura di Mariella Gualtieri nella sala Mattioli a Vasto

Oggi 18 luglio dalle ore 20 ultimo giorno per la personale di pittura di Mariella Gualtieri nella sala Mattioli a Vasto. Testo critico di Roberta Presenza e foto di Costanzo D’Angelo.

 “Mariella  Gualtieri  un’artista completa, che sperimenta in diversi ambiti artistici, dalla fotografia, alla pittura, questo le consente di avere una visione ampia e poliedrica. Famelica divoratrice di nozioni colte, spazia dallo studio della storia dell’arte alla applicazione di tecniche e stili pittorici che affondano le radici nella migliore tradizione artistica italiana, evidenti e importanti sono i riferimenti colti alla pittura del 500.

Mariella può essere inserita a pieno titolo tra gli artisti caravaggeschi, ma è comunque una donna contemporanea che rende “pop” nel senso più artistico del termine, ciò che è tradizione e storicismo, l’influenza dell’arte contemporanea, della modernità nelle sue tele si percepisce sotto pelle come un brivido, che corre e correrà a lungo verso nuove direzioni a lei ancora sconosciute. Il  suo percorso artistico nasce da opere dal taglio naif, approdando poi verso la natura morta, dove introduce elementi della tradizione contadina abruzzese e della gastronomia  locale.  Attualmente è sulla strada della citazione caravaggesca come gli ormai affermati Della Morte, Ferri e Normanno tutti uomini; il fatto che lei sia una donna rende questo approdo più affascinante. Caravaggio era un uomo rude dai modi bruschi e la sua pittura forte impattante, i colori netti e i giochi di luce rimandano alla sua mascolinità. 

In Mariella il suo essere Donna e inevitabilmente il suo essere madre e femmina entrano nelle sue tele, che pur avendo i medesimi giochi di luce del grande Maestro, che lei studia appassionatamente,  sono addolciti nel tratto e nel soggetto. I suoi figli sono gli imberbi bambini che compaiono nelle sue tele al contempo la sensualità femminile si percepisce in lontananza. I suoi sono dipinti ad olio, la più difficile delle tecniche artistiche, che richiede pazienza, ma consente una resa cromatica unica che appassiona la nostra artista, i colori sono vividi, saturi, la materia è plastica, l’olio dura nel tempo e al tempo, la sua asciugatura lenta consente ripensamenti e continue evoluzioni.

Attualmente l’immaginazione di questa artista è concentrata sull’idea alta di pittura figurativa, ancorata ad una tradizione lontana,  fatta di disegno, di studio in bottega di tecniche difficili. I sui recenti dipinti fanno parte di un percorso dedicato all’ anatomia umana, dalle pose manieristiche ricercate, mai banali, che rimandano a stereotipi e prototipi tipici della tradizione. Come nella migliore delle tradizioni caravaggesche la luce è fondamentale, utilizzata  per mostrare solo ciò che davvero all’artista interessa, Mariella gioca con lei. Ciò che  è messo in luce, però, non è sempre positivo. Come nella natura umana  l’uomo è in luce, ma non sempre nella luce, che rappresenta cosi simbolicamente il dualismo degli esseri umani. Mariella è incline al simbolismo e al mito, all’esasperazione delle forme e dei contrasti, è diretta verso un superamento di questa fase pittorica che forse la condurrà verso il Simbolismo e i dettami del Surrealismo Magico….”

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