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Coniugi annegati nell’Orta, due anni fa la tragedia

Sono trascorsi due anni esatti dalla tragica morte dei coniugi di Scerni caduti nel fiume Orta il 1° maggio 2017. Il prossimo 23 maggio si terrà davanti al gup di Pescara l’udienza a carico del sindaco di Caramanico, Simone Angelucci, e del direttore del Parco Nazionale della Maiella, Oremo Di Nino. L’ipotesi di reato è omicidio colposo. Il procuratore Massimiliano Serpi e il sostituto procuratore Valentina D’Agostino hanno escluso l’imprudenza delle vittime ed hanno puntato il dito sulle omesse segnalazioni del pericolo lungo il percorso.

Il 23 maggio gli avvocati che rappresentano la famiglia delle vittime chiederanno al giudice la chiamata in causa degli enti preposti al risarcimento delle parti civili, Comune ed ente parco. Paride Pirocchi, per tutti Giuseppe, e Silvia D’Ercole, il 1° maggio 2017 persero la vita scivolando nelle gole del fiume Orta a Caramanico Terme. Accolta dalla Procura la tesi dei legali della parte civile, Giuliano Milia, Arnaldo e Francesco Tascione, i quali sulla scorta delle risultanze investigative e delle perizie hanno da subito escluso lo scenario della tragica fatalità o dell’imprudenza da parte delle vittime.

“La morte della coppia”,insistono i legali “stando a quanto emerso nel corso dei sopralluoghi e dagli accertamenti dei carabinieri e dei periti, sarebbe legata a responsabilità omissive nella segnalazione dei pericoli. Il camminamento, attraversando il quale marito e moglie sono scivolati nel fiume, era privo di cartelli di segnalazione e l’area non era transennata”. 

I legali della parte civile hanno realizzato un corposo dossier fotografico che racconta come la tragedia sarebbe stata evitabile se fossero state prese le dovute precauzioni inibendo l’accesso dei visitatori nell’area a rischio e segnalando il pericolo. Silvia D’Ercole e Giuseppe Pirocchi annegarono sotto lo sguardo dei loro due figlioletti di 8 e 5 anni. A Scerni la data del 1 maggio rinnova il dolore .

L’attesa per l’udienza del 23 maggio è grande per tutta la comunità. I due coniugi avevano entrambi 32 anni, tanti sogni e un futuro pieno di progetti da realizzare. Il luogo dove è accaduta la disgrazia è denominato Marmitte dei Giganti. Fa parte del tratto delle Rapide di Santa Lucia ed è uno dei posti più suggestivi del parco della Maiella. Quel giorno Silvia e Giuseppe erano in gita con i figli e altri familiari. A un certo punto Silvia scivolò nel fiume e il marito, nel tentativo disperato di salvarla, finì anche lui inghiottito dalle rapide.

Paola Calvano (il centro)

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