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“Mercati ed intermediari finanziari” alla luce dell’Economia Civile e di Comunione

Domani 12 Aprile dalle ore 14,30  alle ore 17,30 presso l’Aula Magna I.T.S.E.T. Filippo Palizzi in Via Dei Conti Ricci, 25 a Vasto, si terrà il 22° Modulo della scuola Popolare di Economia Civile e di Comunione “L’ALTRA PROSPETTIVA DELL’ECONOMIA”.  Questo è il penultimo appuntamento della Scuola Popolare di Economia Civile e di Comunione organizzata dall’Associazione Formamentis di Vasto nell’ambito del progetto Europeo SYCAMORE.

Sarà il  prof. Giuseppe Bacceli (Docente di Economia Politica Università degli Studi “G. d’Annunzio”, Chieti – Pescara) a relazionare sul tema “Mercati ed intermediari finanziari”.

La grande crisi iniziata nel 2007 ha portato al centro del dibattito pubblico il funzionamento del sistema finanziario. Da questo dibattito è emersa una valutazione molto critica di tale sistema, accusato di essere stato all’origine di una crisi di portata epocale che ha sconvolto la vita di milioni di persone. L’accusa evidenzia come l’evoluzione degli strumenti finanziari e la libera circolazione dei capitali da un Paese all’altro abbiano condotto a una “finanziarizzazione” dell’economia di mercato, ossia a una supremazia dell’economia finanziaria su quella “reale”, realizzando così un sovvertimento di ruoli: anziché essere la finanza al servizio della produzione, quest’ultima risulta essere diventata ancillare rispetto alla prima. E tutto ciò provoca, secondo questa linea interpretativa degli eventi appena trascorsi, uno sviluppo abnorme della speculazione che ha finito per soppiantare lo spirito di intrapresa. Come avvertiva J.M. Keynes, la speculazione premia chi riesce a interpretare la psicologia di massa mentre l’imprenditorialità è coltivata da chi fa rendere al massimo il capitale disponibile in una società; i grandi guadagni garantiti dalla speculazione hanno indotto molte imprese a spostare la loro attenzione dalla produzione alla speculazione.

Nel corso dell’incontro si mostrerà come questa critica colga importanti aspetti dell’attuale ruolo svolto dalla finanza ma, nello stesso tempo, si evidenzierà l’importanza di una valutazione fondata su una conoscenza meno superficiale del funzionamento di questo speciale tipo di mercato.  Un sano mercato finanziario è infatti indispensabile giacché la finanza costituisce il modo in cui una società gestisce il proprio futuro; il problema, quindi, è quello di correggere l’attuale tipo di funzionamento del mercato finanziario per far sì che esso contribuisca allo sviluppo economico e non sia, invece, un moltiplicatore di instabilità.

Per comprendere in quale direzione muoversi per attuare tale auspicabile cambiamento occorre, in primo luogo, come detto, una conoscenza non superficiale del mercato finanziario. Nel corso dell’incontro, pertanto, si procederà a fare chiarezza su concetti come moneta, titoli azionari e titoli obbligazionari, titoli di Stato, derivati, ecc. Dopo aver chiarito gli “oggetti” di analisi, si passerà all’individuazione dei “soggetti” che operano in tali mercati e il ruolo che vi svolgono gli organi di vigilanza. Si capirà così quali sono i meccanismi che conducono alle crisi finanziarie e l’importante ruolo che possono svolgere le banche etiche per rendere meno volatile il mercato del credito. La crisi finanziaria, infatti, ha visto crescere in maniera esponenziale il rischio dei risparmiatori e una caduta notevole dei rendimenti; i fondi etici, nel corso della crisi, hanno mostrato performance migliori rispetto agli altri fondi sia in termini di rischio che di rendimento.

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