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Bagnante in abbandono, “nessuna cura da 40 anni”

Foto 2

Da quarant’anni domina l’ampio golfo di Vasto, attirando l’attenzione anche del passante più distratto, ma le intemperie, la salsedine e la mancanza di interventi rendono necessario un restyling non più rinviabile. Mostra i segni del tempo la statua della bagnante, uno dei simboli della spiaggia vastese, che si erge maestosa sullo scoglio di “Scaramuzza”, nel tratto nord del litorale, rendendo unico nel suo genere  un panorama da cartolina.

Il monumento, raffigurante una ragazza con i capelli raccolti che si sistema il costume da bagno prima di tuffarsi in mare, è stato realizzato nel 1979 dallo scultore abruzzese Aldo D’Adamo. Pesa mezza tonnellata ed è alto tre metri e sessanta. Oggi versa in uno stato di abbandono e di degrado, tanto da aver indotto due consiglieri di minoranza – Francesco Prospero e Vincenzo Suriani di Fratelli d’Italia-An – a presentare una interpellanza che verrà discussa nella prossima assemblea civica convocata dal presidente Mauro Del Piano per martedì 2 aprile alle 9.

“Abbiamo risposto all’appello lanciato da Paolo Notaro, figlio di Nicola Notaro,  sindaco dell’amministrazione che nel 1979 ha realizzato la statua”, spiegano Prospero e Suriani, “l’opera oggi si trova in condizioni di conservazione piuttosto precarie e, dopo 40 anni dalla sua realizzazione e posa in opera, mostra i segni del tempo causati dalla salsedine e dalla esposizione alla forza del mare e degli elementi. Appaiono quindi necessari interventi tempestivi per effettuare una manutenzione straordinaria dell’opera. Più volte le amministrazioni di sinistra hanno, negli ultimi 13 anni, annunciato interventi di manutenzione sulla statua ma, di fatto, questi lavori non risultano essere mai stati realizzati, e neppure cominciati.”

I quesiti posti dai due consiglieri di minoranza vertono sulla manutenzione dell’opera, sui tempi dei lavori, sul tipo di intervento e sulle risorse economiche da dedicare alla “Bagnante”, uno di questi riguarda anche l’utilizzo dei proventi della imposta di soggiorno, che di recente è stata oggetto di polemica.

“Sarebbe il caso di destinare il cospicuo importo della imposta di soggiorno che il Comune di Vasto ha deciso di imporre e di aumentare ai turisti, al mantenimento dei capolavori artistici e naturalistici presenti nella nostra città.”, chiosano Prospero e Suriani.

Anna Bontempo (Il Centro)

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