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Ex asilo, perizia sismica ferma da due anni

Attendono dall’ ottobre 2016 una perizia sulla vulnerabilità sismica dell’edificio, fondamentale per capire se la palazzina può essere ristrutturata senza essere demolita. Sono stanchi di aspettare i rappresentanti del Comitato cittadino dell’ex asilo Carlo Della Penna, abbandonato al degrado da oltre un decennio. La struttura venne donata dall’omonimo mecenate nel 1958 affinchè venisse destinata a scuola dell’infanzia. Per molti anni l’ex asilo è stato il punto di riferimento di migliaia di vastesi, ma oggi è in completo abbandono e spesso oggetto di raid vandalici. Ora sono tanti in città a chiedere di restituire il fabbricato alla sua destinazione originaria a favore dell’infanzia, senza alterarne le linee architettoniche esterne. Nel frattempo lo stato di incuria in cui versa l’edificio – che negli anni passati ospitò il corso universitario per traduttori ed interpreti – continua a far discutere.

“All’attuale amministrazione comunale riconosciamo il merito di averci riconosciuto come interlocutori e di aver acquisito definitivamente la struttura al patrimonio dell’ente nel 2017. Per il resto la vicenda ha assunto ormai i toni del grottesco”, commentano caustici i referenti del sodalizio, nato nel 2014 su impulso di Michele Celenza (Porta Nuova), Davide Aquilano (Italia Nostra) e Carlo Centorami (Vasto Libera), che ripercorrono le tappe più salienti della annosa querelle che và avanti dal 2016.

“Il sindaco Francesco Menna aveva dichiarato che a fine gennaio ci sarebbe stata la perizia che avrebbe dato indicazioni su come intervenire. Siamo a marzo e non se ne sa ancora nulla”, annotano i rappresentanti del Comitato, “quanto tempo occorre ancora? Un anno o forse due? La attendiamo da ottobre 2016. Intanto la struttura versa in uno stato di vergognoso abbandono ormai da quasi 10 anni. Forse non c’è bisogno neanche di commentare”.

L’amministrazione, dal canto suo, ritiene di aver fatto il possibile.

“In due anni e mezzo siamo riusciti ad acquisire la struttura al patrimonio comunale”, spiega il sindaco  Menna, “abbiamo partecipato a due bandi per ottenere i fondi necessari per la ristrutturazione: ad uno il Comune è stato escluso, dell’altro non sappiamo ancora l’esito. Stiamo aspettando ora lo studio sulla vulnerabilità sismica dell’edificio per capire se deve essere demolito o se si può intervenire evitando l’abbattimento. Ritengo che sia stato fatto tanto”.    

Anna Bontempo (Il Centro)

 

 

 

 

 

 

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