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Cinque beni all’asta ma con il prezzo sbagliato

Il ribasso è del 20%, ma per errore vengono riportati valori con una decurtazione del 10%. A distanza di un mese dalla precedente delibera che autorizzava l’indizione di una nuova asta pubblica per cinque fabbricati di proprietà, la giunta comunale è stata costretta a rettificare il provvedimento propedeutico alla nuova vendita che dovrebbe consentire all’ente di introitare circa 2 milioni e mezzo di euro. Ma si tratta di una cifra del tutto ipotetica, se si considera che per alcuni dei beni in vendita sarà molto difficile trovare acquirenti.

E’ il caso del parcheggio coperto di via Martiri Istriani a Vasto Marina. L’impianto, in totale abbandono da anni, dispone di 200 posti auto ricavati all’interno di un complesso residenziale. Nella precedente delibera del 17 gennaio veniva erroneamente indicato come prezzo di vendita 1.425.240, ma in realtà il vero valore dopo il ribasso del 20% è di 1.266.880. Un importo ancora troppo alto per chi fosse interessato ad acquistarlo. Non è peregrino ipotizzare che neanche questa volta ci saranno acquirenti e che il parcheggio continuerà a restare inutilizzato.

Sono scesi del 20% anche i valori del fabbricato di piazza Marconi, in pieno centro storico che attualmente ospita il circolo pensionati e lo stabile di via De Gasperi, nel popoloso quartiere San Paolo, un tempo sede della scuola civica musicale. Il primo edificio è passato da 400mila a 320mila euro, mentre il secondo da 360mila a 288mila euro. Nella lista figurano anche l’ex scuola di villa De Nardis il cui prezzo è sceso a 36.963 euro e  il mattatoio di via San’Onofrio (592.408 euro), la cui chiusura deliberata nei mesi scorsi dal consiglio comunale ha suscitato non poche polemiche.

Nell’elenco manca la ex scuola di via Naumachia, in pieno centro storico, che fa parte dell’accordo di programma con l’Agenzia del Demanio e che, in futuro, ospiterà la sede dell’Agenzia delle Entrate. Non sono gli unici beni che andranno all’asta. Il Comune ha deciso di vendere anche alcuni automezzi di proprietà guasti da tempo e non più riparabili. Si tratta di veicoli piuttosto “datati”, il cui anno di immatricolazione risale in alcuni casi al 1982 e al 1987. Se la vendita dovesse andare in porto l’ente potrebbe incassare poco più di 4mila euro.

Anna Bontempo (Il Centro)

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