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Stupri di gruppo, dal giudice i primi 5 minori

E’ in programma oggi all’Aquila la prima udienza davanti al gup del tribunale per i minori a carico dei giovani accusati di atti sessuali e ricatti ad una studentessa sedicenne di Vasto. Cinque i ragazzini coinvolti nella prima vicenda: l’ex fidanzatino della studentessa di Vasto, altri due ragazzi di Vasto, uno di San Salvo e un altro di Paglieta, tutti studenti delle scuole superiori. Il gruppo avrebbe ricattato per mesi la studentessa. Per un’altra vicenda l’udienza davanti al gup è in programma il 12 aprile.

Teatro degli abusi in più di una occasione sarebbe stato il Residence Rossetti. Ieri le famiglie che abitano vicino al fabbricato da tempo in abbandono , sono tornate a denunciare il degrado e la pericolosità dell’immobile.

L’UDIENZA. La vicenda che ha avuto per protagonisti una decina di adolescenti scoppiò nel mese di agosto. A raccontarla furono i carabinieri della Compagnia di Vasto. L’inchiesta è coordinata dal procuratore dei tribunale dei minorenni dell’Aquila, Roberto Polella. Gli accusati erano convinti di avere in mano un’“arma” che li rendeva invincibili: le foto fatte alla vittima. E invece è quell’arma che ora li accusa. Il gup, vista l’età degli indagati, potrebbe decidere oggi la loro messa alla prova o il rito abbreviato. È probabile che la difesa chieda che vengano riuniti i due filoni. In questo caso ci sarà un rinvio della prima udienza. L’ex fidanzatino e uno degli amici interrogati subito dopo l’arresto dell’estate scorsa, si sono difesi sostenendo che video e foto sarebbero stati realizzati sempre dietro consenso. L’avvocato di lei, Fiorenzo Cieri, al contrario, ribadisce che la sedicenne avrebbe passato due anni di inferno. Le immagini degli incontri che gli accusati le imponevano per poi riprenderla, sono state recuperate dai carabinieri dagli smartphone degli indagati e consegnate ai giudici. Determinante saranno le richieste della famiglia della vittima assistita dall’avvocato Cieri.

IL RESIDENCE.  Nel residence Rossetti, dove spesso agiva il “branco” degli stupri dopo la messa in sicurezza di una gru , la bonifica dell’area si è fermata. Il sindaco Francesco Menna che dopo anni di battaglie giudiziarie ha ottenuto il dissequestro dell’area , è tornato ad invocare interventi. Il complesso edilizio in stato di abbandono , a detta dei residenti , resta un pericoloso tempio del degrado e illegalità. Proprio all’interno del fabbricato di via Rossetti, nonostante i sigilli, si sarebbero svolti atti reiterati di violenza ai danni di minori da parte del “branco” di adolescenti. Le attività della polizia municipale per la messa in sicurezza, sono cominciate ad ottobre ma vanno a rilento.

Il sindaco Menna ha emanato anche un’ordinanza per la bonifica e lo sgombero del fabbricato privato spesso occupato abusivamente.

Paola Calvano (Il Centro)

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