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Amianto bruciato nel rogo dei capannoni

A distanza di due giorni dal rogo di viale Belgio, sono numerosi i focolai che ancora ardono all’interno dei capannoni industriali distrutti dal fuoco. I vigili del fuoco non possono ancora entrare all’interno dei manufatti ancora avvolti dal fumo. La nube prodotta dalla combustione, spinta dal vento si sta spalmando e sta raggiungendo le allaccianti vicine al rogo. I soccorritori sono costretti ad indossare delle mascherine.

I residenti delle aree vicine chiedono che venga fatta chiarezza sulla qualità dell’aria. Fra il materiale incenerito pare ci fosse anche amianto incapsulato . Il sindaco Tiziana Magnacca ha convocato l’Arta, la direzione generale della Asl e l’Arap ad un summit che si terrà questa mattina in municipio a partire dalle 10.

Intanto cresce l’incredulità e lo sgomento dei titolari dei manufatti inceneriti. ” Non ci sono parole per descrivere quello che proviamo”, dice Franco Lombardi il proprietario del capannone dato in affitto alla Emporium srl. Il danno subito è incalcolabile.

TAVOLO TECNICO IN COMUNE. Chiarezza e soluzioni. E’ l’obiettivo del tavolo tecnico convocato per oggi dal sindaco Tiziana Magnacca. “Nell’incendio divampato la sera del 1 gennaio“, annota il sindaco di San Salvo “in base a quanto comunicato dai vigili del fuoco parte della copertura divorata dalle fiamme e crollata potrebbe risultare un eventuale pericolo per la diffusione nell’aria di materiale inquinante e pericoloso per la salute. Per questo motivo è necessario un confronto con le autorità sanitarie per adottare i provvedimenti del caso”. L’Arta ha già fatto un accurato sopralluogo eseguendo prelievi e monitoraggi. Questa mattina il risultato delle analisi sarà comunicato al primo cittadino che a sua volta deciderà gli interventi di bonifica.

LA REAZIONE DELLE VITTIME. Fino a quando non saranno spenti tutti i focolai, nè i carabinieri, nè i vigili del fuoco potranno entrare nei capannoni incendiati. Gli investigatori non hanno quindi ancora concluso gli accertamenti e stabilito l’origine del rogo. I carabinieri non escludono un corto circuito. Il punto d’origine dell’incendio però racconta di una miccia che potrebbe essere stata lanciata dall’esterno. Al momento le versioni sono tantissime. Franco Lombardi il proprietario del capannone affittato ai titolari di Emporium srl è sconcertato e provato. Lui come tutti i cittadini di San Salvo aspettano di conoscere la verità. “Fino ad allora preferisco non commentare”, dice l’industriale. “L’unica certezza al momento è che l’interno del capannone continua a bruciare. Fino a quando non si spegneranno i focolai non sarà possibile neppure valutare l’esatto ammontare del danno”, afferma. La tristezza è tanta per lui come per il titolare dell’altro capannone distrutto , l’azienda Zinni bevande. In quella azienda lavorava tutta la famiglia. Decine di persone dalla sera del 1 gennaio non hanno un lavoro.

L’APPELLO DEI CITTADINI. La città non vuole credere che quel fuoco che ha provocato un vero e proprio disastro economico e ambientale possa essere stato provocato volontariamente da qualcuno. “Vorremmo tuttavia che la causa di questo inferno ci venisse comunicata”, dicono i residenti della zona. “Abbiamo diritto di sapere chi dobbiamo ringraziare per questo disastro. Chiediamo al sindaco di invocare chiarezza e informare i cittadini”, affermano le famiglie che abitano a poca distanza da viale Belgio.

Paola Calvano (Il Centro)

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