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“I controlli sui locali? Devono essere mirati”

“I controlli nei locali pubblici devono essere concentrati nella fascia oraria più critica, intorno ed oltre la mezzanotte e devono essere costanti e reiterati nel tempo. Questi accertamenti avrebbero anche una funzione educativa sui nostri minorenni”.

Torna alla carica l’associazione “Torna il Sorriso”  dopo l’annuncio, da parte del Comune, di intensificare la vigilanza durante le feste natalizie e nei fine settimana per verificare il rispetto della legge che vieta la vendita e la somministrazione di alcolici ai minori. Il sodalizio presieduto da Giuseppe Schiavo, che nelle scorse settimane ha chiesto un incontro al sindaco Francesco Menna e al Prefetto Giacomo Barbato, si fa portavoce delle preoccupazioni di tantissime famiglie con figli adolescenti.

“Numerosi genitori hanno apprezzato molto la volontà dell’amministrazione civica istoniense di effettuare controlli presso i locali pubblici fino alle 22,  ma la ritengono purtroppo misura non del tutto adeguata, sufficiente, efficace e per alcuni versi forse improvvisata”, commenta Schiavo. “i genitori che si sono rivolti alla nostra associazione hanno aperto un costruttivo e positivo confronto formulando anche ipotesi di soluzioni per garantire le tutele di legge riservate ai propri figli minorenni. Alcuni lamentano con pacatezza e tenacia che oltre alla somministrazione di alcolici e tabacco, vi è anche una facilità di accesso al gioco d’azzardo con il calcio-scommesse. Vanno anche tutelati quei gestori di locali pubblici corretti che rispettano la normativa,  ma si trovano con i locali semi-vuoti perché l’illegalità altera le regole della libera concorrenza del mercato. I nostri giovani minorenni in questa situazione sono seriamente esposti al rischio di future e non lontanissime dipendenze patologiche da alcol, tabacco, gioco d’azzardo (in città vi sono oltre cinquanta punti di accesso al gioco ed alcuni consentono il gioco ai minori con il calcio-scommesse) che creeranno futuri cittadini sovraindebitati e forse anche casi di indebitamento giovanile precoce. Le famiglie chiedono semplicemente che la legge venga applicata; che vengano puniti quei gestori di locali che la infrangono e premiati coloro che la osservano”, prosegue il presidente del sodalizio formato da dottori commercialisti, “ciò non comporta alcun aggravio di spese per l’amministrazione civica ma solo una funzione di coordinamento,  ma soprattutto una prova di sensibilità alla problematica sollevata”.

Anna Bontempo  (Il Centro)

 

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