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Puglie pugnalato: chiesti 7 anni per il cognato

Sette anni e nove mesi di reclusione. E’ la pena chiesta ieri mattina dal pm Michele Pecoraro per Francesco Orticelli, 54 anni, il pescatore che il 25 dicembre 2017 nel corso di una lite familiare colpì alla gola con un coltello il cognato, il pugile Domenico Urbano, 41 anni. Orticelli è accusato di tentato omicidio. Nonostante nella requisitoria, il pm abbia escluso la premeditazione dell’accoltellamento e il giudice Italo Radoccia abbia accolto la richiesta del rito abbreviato (con la riduzione quindi di un terzo della pena) la richiesta dell’accusa è stata piuttosto pesante per il pescatore.

Gli avvocati Nicola Artese ed Emanuele Ciuffi, legali di Urbano, e che rappresentano la parte civile, hanno sostanzialmente condiviso le conclusioni della pubblica accusa insistendo tuttavia anche sulla premeditazione. Orticelli rischia dunque una pena severa.

Il compito della difesa non si presenta facile. Le arringhe difensive si terranno oggi alle 16 con la ripresa dell’udienza. A seguire la sentenza. Nella lite fra cognati anche la moglie di Orticelli rimase ferita al volto. Su questo particolare si è molto dibattuto. Il pescatore ha sempre dichiarato di aver aggredito Urbano per difendere la donna. Stando al suo racconto, il giorno della lite arrivò a casa della famiglia della moglie perchè chiamato dalla donna. Per difenderla avrebbe colpito Urbano alla gola con un coltello. Il pugile fu sottoposto a intervento chirurgico alla giugulare: giunse in ospedale in condizioni gravissime. Orticelli, da aprile è ai domiciliar.

I suoi avvocati Giovanni Cerella, Antonello Cerella e Fiorenzo Ceri, hanno sempre sostenuto la tesi della «legittima difesa putativa» e l’assenza di premeditazione e ripeteranno questa versione anche oggi pomeriggio. Anche il gip Fabrizio Pasquale, escluse la premeditazione. Ieri la difesa ha accolto le richieste della pubblica accusa senza alcun commento ma si riserva di fornire elementi inediti a discolpa dell’imputato nel corso dell’arringa di domani. Cerella e Cieri ribadiscono che Orticelli agì per difendere e non attaccare.

Paola Calvano (Il Centro)

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