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Ecco i controlli sul muraglione crollato al d’Avalos

Prove endoscopiche e rilievi per la verifica statica del muro, oltre  a sensori inclinometrici collegati ad un server remoto. Verrà monitorato per un anno il muraglione  di contenimento dei giardini napoletani di Palazzo D’Avalos crollato a fine gennaio 2015 e in seguito ricostruito da una ditta incaricata dal Genio Civile. La giunta comunale guidata dal sindaco Francesco Menna ha approvato un programma di verifica strutturale affidando l’incarico a due tecnici esterni, gli ingegneri Michele Guastadisegni  e Felice Liberatore, per un importo complessivo di 15mila euro.

“Questa amministrazione effettua un continuo monitoraggio lungo il costone orientale, notoriamente soggetto a dissesto”, spiega il primo cittadino, “è un problema a cui abbiamo sempre dato la massima priorità, prova né è che Vasto è uno dei pochi comuni che ha assunto un geologo, il quale insieme agli uffici tiene costantemente sotto controllo quella parte di territorio a rischio. Per alcuni situazioni particolari,  come quella relativa al muro di Palazzo D’Avalos”, aggiunge Menna, “ci avvaliamo di consulenti esterni e di studi specializzati”.

Nel caso specifico il programma proposto,  che ha ottenuto il via libera dell’esecutivo municipale,  prevede prove endoscopiche e rilievi finalizzati  alla  verifica  statica del muro, nonché l’esecuzione del monitoraggio con sensori inclinometrici e di temperatura costantemente collegati su server remoto dedicato per la durata di 12 mesi.

Il muro di contenimento dei giardini napoletani  di Palazzo D’Avalos crollò  a fine gennaio 2015, a causa di un’ondata di maltempo che fece franare la porzione maggiormente protesa verso est della balconata. Il muraglione, ricostruito con materiale originario trattandosi di un edificio sottoposto a vincolo dalla Sovrintendenza, venne  finanziato dalla Regione per un importo complessivo di 425mila euro. Gli interventi vennero eseguiti dall’impresa Di Prospero di Pescara che si aggiudicò l’appalto. Nonostante la procedura d’urgenza, i tempi si allungarono più del previsto a causa di alcuni imprevisti. Ora la struttura ha bisogno di essere monitorata per una durata di dodici mesi.

“Non ci sono problemi particolari”, aggiunge il sindaco, “si tratta di verifiche di routine in una città notoriamente franosa, il cui territorio è soggetto a dissesto”.

Anna Bontempo (Il Centro)

 

 

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