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“L’ex sindaco Lapenna aveva torto su Carusi”

“La sentenza della Corte d’Appello conferma non solo la correttezza dell’operato dell’ex comandante Orlandino Carusi, ma   dimostra anche che l’ex sindaco Luciano Lapenna aveva torto marcio nel voler imporre i turni di notte senza le necessarie condizioni di sicurezza”.

La segreteria regionale Diccap/Sulpl torna a far sentire la sua voce dopo mesi di silenzio. L’occasione  è l’assoluzione con formula ampia del tenente Carusi, che al sindacato offre l’assist per ripercorrere una delle pagine più controverse nella storia dei rapporti tra la polizia municipale e l’amministrazione comunale.

“Il paradosso di tutta la vicenda dei turni notturni estivi 2014 fu che l’ex  sindaco Lapenna, pur avendo torto, arrivò a denunciare l’allora Comandante Carusi ed il tenente Luigi La Verghetta, i quali avevano fatto solo il proprio dovere”, ricorda la segreteria regionale Diccap, “in seguito a quell’ingiusta denuncia i due ufficiali hanno dovuto patire enormi sofferenze sul piano umano e gravissime penalizzazioni sul piano delle loro carriere professionali. Cos’ha ottenuto  Lapenna con quella denuncia? Ha ottenuto le dimissioni di Carusi, considerato dal personale come il miglior Comandante che la polizia municipale di Vasto abbia mai avuto. Ha ottenuto la penalizzazione delle possibilità di carriera del tenente La Verghetta e l’umiliazione di tutto il Corpo di polizia municipale di Vasto, da sempre considerato come uno dei fiori all’occhiello nella Regione Abruzzo. Ha ottenuto la distruzione di quello spirito di Corpo, fondamentale per garantire la legalità sul territorio comunale. E, dulcis in fundo, ha anche ottenuto che le spese legali, a seguito dell’assoluzione dei due ufficiali, siano a carico del comune di Vasto, ovvero della collettività cittadina”.

Il sindacato ricorda anche che sotto la gestione Lapenna, a soli 8 giorni dalla fine del mandato,  venne approvato un regolamento “illegittimo non solo perché adottato con delibera di giunta, anziché dal consiglio comunale, ma anche perché contenente norme in palese violazione delle leggi nazionale e regionale. E forse era proprio questo l’obiettivo finale che si voleva raggiungere con quella ingiusta denuncia”, incalza il sindacato, “che ha spianato la strada ad altri soggetti privi dei requisiti professionali e culturali richiesti dalla legge per poter guidare il Corpo di Polizia Municipale, ma molto più facilmente “controllabili” dall’amministrazione politica”.

Anna Bontempo (Il Centro)

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