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Omicidio Lizzi, non ci sono donne tra i sospettati

La caccia agli assassini di Antonio Lizzi, 69 anni, il pensionato ucciso sull’ingresso di casa il 2 febbraio scorso continua. Gli investigatori sono ancora impegnati nelle operazioni di comparazione del dna della vittima con quello di molte altre persone che conoscevano il sessantanovenne. Ma intanto la lista dei sospettati si sfoltisce. Escluso , o non ritenuto rilevante dalla Procura, il coinvolgimento di una figura femminile.

Nei giorni immediatamente successivi alla morte di Lizzi, in tanti avevano segnalato di aver visto fra le persone che avevano frequentato di recente la vittima, anche qualche donna. Le indagini dei carabinieri hanno accertato che il particolare non può essere collegato alla morte del pensionato.

Una morte brutale e violenta. Lizzi è morto per asfissia meccanica provocata dai colpi ricevuti sul torace con forza. Una forza maschile. Le comparazioni dei carabinieri del Ris( Reparto investigazioni scientifiche) sono in corso da settimane, ma dureranno ancora un pò. L’indagine resta a carico di ignoti. Moltissimi gli accertamenti. Non è escluso che il colpevole si sia fatto aiutare da un complice. Forse il nome o i nomi dei responsabili arriveranno a settembre. Il 4 giugno saranno trascorsi 4 mesi dal ritrovamento del corpo senza vita del pensionato. Era all’ingresso di casa, gonfio, livido e legato. La porta era socchiusa. Il furgone Fiorino del pensionato , ancora con la spesa dentro, fermo fra la strada e il vialetto di casa.

Gli investigatori hanno compiuto all’ingresso della casa accertamenti tecnici per rilevare le impronte. Altre perizie sono state eseguite al cimitero. Altre ancora nel furgone della vittima. La casa di contrada Marracola e il furgone restano sotto sequestro. Le indagini proseguono nel più assoluto riserbo. E’ evidente che il mistero potrà essere chiarito solo dai risultati delle comparazioni. Il Ris è affiancato dagli specialisti del reparto scientifico di Chieti. I raffronti vengono eseguiti però nella sede del Ris, di Roma.

A coordinare le indagini è il procuratore capo della Procura del tribunale di Vasto, Giampiero Di Florio. Le analisi riguardano gli indumenti, le tracce di pelle che la vittima aveva sotto le unghie, peli e capelli trovati sulla salma: potrebbero non appartenere ad Antonio Lizzi. E poi ci sono i segni sul corpo del pensionato, impronte e lividi dalla fora particolare. L’indagine va avanti senza sosta. La Procura è decisa a scoprire la verità su un omicidio al momento inspiegabile e senza un movente.

Paola Calvano (il centro)

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