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“Eddie Gomez trio” chiude la stagione dei concerti

Si chiude stasera alle ore 19,00 con Il Grande Jazz del trio formato da Eddie Gomez al bass, Salvatore Bonafede al piano e Eliot Zigmund al drums la ricca stagione concertistica del Teatro Rossetti sotto la direzione del Direttore artistico, il musicista e compositore vastese Raffaele Bellafronte.

Un cartellone concertistico affiancato a quello di Prosa che ha visto salire sul palco artisti di livello nazionale e internazionale regalando al folto pubblico presente tante emozioni come quelle regalate venerdì sera da Lucrezia Lante della Rovere in “Io sono Misia. L’ape regina dei geni”.

Un’ora di spettacolo -a chiusura della stagione di prosa 2017/2018- in cui  Lucrezia Lante della Rovere, ha interpretato e rivelato l’incredibile personalità di Misia Sert, ovvero Marie Sophie Olga Zenaïde Godebsk, mecenate, ispiratrice, confidente e regina dei salotti parigini agli inizi del secolo scorso nonché amica di Picasso, Paul Morand, Debussy, Stravinsky, Coco Chanel e ritratta da Renoir e Toulouse Lautrec, immortalata poi da Cocteau nelle vesti di una principessa.

Sotto la regia di Francesco Zecca e un testo inedito del poeta Vittorio Cielo, Lucrezia Lante della Rovere ha interpretato un vivido ritratto della vita straordinaria di questa donna sempre in piena luce, e allo stesso tempo, misteriosamente, in ombra, cercatrice di meraviglie umane e definita da Proust “un monumento di storia, collocata nell’asse del gusto francese come l’obelisco di Luxor nell’asse degli Champs Elysées”.

Una stagione di prosa che ha visto calcare la scena artisti come Valentina Lodovini in “Tutta casa, letto e chiesa” e Nicoletta Braschi in “Giorni felici”, Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti e Matteo Vitanza in “Sulla morte senza esagerare” regia di Riccardo Pippa; Vincenzo Mambella con “Caprò” per la regia di Edoardo Oliva e “Mortimer e Wanda” con la regia di Marina Thovez
e la scenografia di Nicola Rubertelli.

Stasera si conclude invece la stagione concertistica il cui debutto -il 26 novembre- era stato affidato al Quartetto d’archi della Scala con Francesco Manara e Daniele Pascoletti al violino, Simonide Braconi alla viola e Massimo Polidori al violoncello. Quattro giovani musicisti vincitori di concorsi solistici internazionali e prime parti dell’Orchestra del Teatro e definiti da Riccardo Muti: “…quartetto di rara eccellenza tecnica e musicale,…..la bellezza del suono e la preziosa cantabilità, propria di chi ha grande dimestichezza anche con il mondo dell’opera, ne fanno un gruppo da ascoltare con particolare gioia ed emozione”.

Undici gli appuntamenti, tutti di grande calibro, che si sono susseguiti. Dopo il Quartetto d’archi della Scala, “Pastora Galvan: la grande anima del Flamenco” uno spettacolo di musica e danza, poi Giusi Cataldo, Liliana Bernardi ed Elena Matteucci in “Voci e note di donne, storie (d’) amare e d’amore”, poi ancora, a chiusura dell’anno il “Concerto per il nuovo anno Kiev Radio Symphony Orchestra” con Giuseppe Albanese al piano e il direttore Volodymyr Sheiko.

Il 2018 si è invece aperto il 14 gennaio con il concerto del pianista Alexander Romanovsky e poi ancora il Grande Jazz con i Blue Velvet, il chitarrista Andrea De Vitis con “L’Intimismo e fascino delle sei corde”,  il quartetto New York Gipsy All Stars, “…Et homo factus est” sotto la direzione di Luigi Taglioni e “Le notti bianche” di Dostoevskij e con le musiche di Raffaele Bellafronte.

Un stagione concertistica e di Prosa che sta per concludersi e che ha regalato grandi emozioni al pubblico presente.

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