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Piano neve fatto col copia-incolla, quello di Vasto “preso” dal Veneto

Vasto e Schio, due località che distano fra loro circa 600 chilometri, ma che sono accomunate da un unico piano neve, oltre che da un identico stemma. Non è uno scherzo, ma l’effetto di una grossolana svista causata da un galeotto “copia e incolla”.

Svista che sarebbe passata inosservata se un consigliere comunale, Alessandro D’Elisa (gruppo misto) non si fosse preso la briga di andare a spulciare tra le carte allegate all’appalto del servizio di sgombero neve e ghiaccio per la stagione invernale 2017/2018.

Ho scoperto che la rete viaria oggetto dell’appalto è quella di competenza del comune di Schio, in provincia di Vicenza, nel Veneto”, racconta l’esponente della minoranza, “come avrebbe potuto essere svolto con efficienza il servizio appaltato, visto che la rete viaria del comune di Schio dista circa 600 Km dalla stazione appaltante, ossia il comune di Vasto? Ci si chiede se il funzionario responsabile svolga tale compito anche per il comune di Schio o se tra le due città vi sia stato un gemellaggio ed uno scambio di blasone”.

Il riferimento è al documento unico di valutazione del rischio (Duvri), allegato alla procedura di gara, con il quale il datore di lavoro committente valuta i rischi specifici esistenti nell’ambiente e indica le misure per eliminare o ridurre al minimo le interferenze fra le attività affidate all’appaltatore e quelle svolte dal committente.

Ebbene, nel Duvri del comune di Vasto si fa riferimento alla rete viaria del comune di Schio.

Desta non poche perplessità che un documento così importante e strategico come il Duvri, che valuta i rischi da interferenza per l’appalto del servizio di sgombero neve ed antighiaccio ed indica le misure adottate, possa essere stato predisposto ricorrendo alla tecnica del copia ed incolla del Duvri del comune veneto di Schio, di cui è stato riprodotto e riportato finanche lo stemma comunale”, aggiunge D’Elisa che sul caso ha presentato una interrogazione al sindaco Francesco Menna e all’assessore ai servizi, Gabriele Barisano.

Ai due amministratori il consigliere chiede di sapere le ragioni per le quali il documento di valutazione del rischio interferenze del comune di Vasto faccia riferimento alla rete viaria di Schio e come mai il bando “è perfettamente uguale fin nelle virgole allo stesso documento approvato dal comune veneto e redatto in data 25 luglio 2013”.

D’Elisa pone una serie di quesiti anche sul funzionario responsabile del procedimento, chiedendo “in base a quali competenze sia stato scelto e l’ammontare dell’indennità per specifica responsabilità a carico delle casse comunali e quindi dei cittadini di Vasto”.

Insomma la questione è destinata a finire nell’aula consiliare, la sede istituzionale dove le minoranze riescono ad ottenere le risposte alle interrogazioni e alle interpellanze.

Anna Bontempo (Il Centro)

 

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