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Morto con il trattore prestato, il proprietario patteggia

Diede in uso a Franco Valentino, 61 anni, imprenditore agricolo di Torrebruna il cingolato che lo uccise schiacciandolo. Ieri davanti al giudice Fabrizio Pasquale ( pm Giampiero Di Florio ) G.M. , 45 anni , ha patteggiato la pena di un anno e 4 mesi di reclusione per omicidio colposo. Il suo voleva essere un favore fatto ad una amico, ma quel gesto purtroppo, si è trasformato in una tragedia. Valentino è morto e G.M oltre alla condanna, è psicologicamente distrutto. I giudici hanno applicato la legge e la legge parla chiaro : il proprietario di un veicolo è responsabile con il conducente, a meno che non provi che la circolazione del mezzo sia avvenuta contro la sua volontà.
G.M. avrebbe potuto essere ritenuto esente da ogni responsabilità solo se fosse riuscito a dimostrare che la pala meccanica era stata usata senza il suo consenso. La legge stabilisce che il proprietario di un mezzo è sempre responsabile dei danni derivanti dal suo uso indipendentemente dal comportamento di chi lo usa.
Ad assistere G.M.ieri in aula c’era l’avvocato Massimiliano Baccalà. Gli avvocati dei familiari della vittima, Guido Colella e Valerio Pardo, hanno ritirato la costituzione di parte. Cala quindi il sipario su una vicenda che difficilmente sarà dimenticata e che fa da apri pista per molti altri casi analoghi. Franco Valentino, imprenditore agricolo morì il 16 agosto 2016 nel giorno della festa patronale di Torrebruna. I risultati delle perizie hanno convinto i giudici che quella morte poteva essere evitata. Il mezzo utilizzato dalla vittima non era adatto ai luoghi.
La procura ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio per omicidio colposo della persona che diede in uso all’imprenditore il cingolato che si ribaltò scacciandolo. Il proprietario del cingolato è stato chiamato a rispondere dell’incidente agricolo. Il cingolato che stava manovrando si rovesciò all’improvviso rotolando in una scarpata. Franco Valentino non ebbe il tempo di saltare fuori. Il mezzo gli piombò addosso schiacciandolo. Il proprietario , conoscendo sia le caratteristiche del cingolato che il luogo in cui Valentino voleva lavorare, non avrebbe dovuto dargli quella pala meccanica. Non fu per niente facile recuperare il corpo da sotto il pesante mezzo. I tentativi di rianimazione non servirono a nulla. Troppo pesante il cingolato. Pesante come il macigno che da quel giorno è sul cuore di G.M. una persona che tutti definiscono buona e generosa e che mai avrebbe voluto fare del male ad un amico.
Paola Calvanon (ilcentro)
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