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La raccolta antologica del Premio Histonium

Un impegnativo lavoro redazionale di quattro mesi, racchiuso in 272 pagine, dove sono pubblicati i vari testi di poesia e narrativa, premiati o segnalati durante la Manifestazione del 23 settembre 2017, con la copertina a colori, che riporta una stupenda foto di riflessi di luna sul mare (foto di Pierangelo Di Memmo): ecco in sintesi come si presenta la trentaduesima raccolta antologica del Premio Nazionale “Histonium”, dal singolare titolo: “C’è sempre una luce nella notte” (Ed. Il Torcoliere).

Le motivazioni della impostazione editoriale e della scelta del titolo le ha evidenziate, nella “Introduzione”, il curatore dell’Antologia, prof. Luigi Alfiero Medea, che è anche il Presidente del Premio.

“Il 2017 – scrive il prof. Medea – è un anno da ricordare per le tante tragedie e difficoltà che lo hanno attraversato. Una breve carrellata su questo fronte non può che partire dal disastro del Resort, sepolto il 18 gennaio dalla neve a Rigopiano in Abruzzo, simbolo della irresponsabilità nel costruire su terreni pericolosi. In questa Antologia c’è una significativa lirica sul tragico evento, che è costata la vita a 29 persone, decedute per asfissia o per il trauma della valanga. In marzo a Masul (l’antica Ninive), in Iraq, ha raggiunto il suo acme l’inferno di violenza e di disperazione contro lo stato islamico: più di 200 civili sono uccisi nel bombardamento di un palazzo. Il 7 aprile dal centro di Stoccolma arriva, agghiacciante, l’ennesima immagine di un attentato terroristico, con schegge di vita rimaste sull’asfalto. In luglio è il Venezuela a scrivere pagine di fame e di disperazione per la gravissima crisi economica e politica, situa­zione che porta ad accesi scontri tra manifestanti e polizia. Ancora il terrorismo alla ribalta il 17 agosto. La matrice jihadista colpisce il cuore di Barcellona, utilizzando un camion che viene lanciato sulla Rambla, affollata di turisti. Muo­iono 15 persone di diverse nazionalità, tra cui tre italiani. In settembre si consuma il dramma dei Rohingya, la minoranza musulmana che, non ri­conosciuta dallo Stato birmano, discriminata dalla maggioranza buddhista, vittima di una terribile persecuzione, è costretta ad un esodo di massa verso il Bangladesh, a causa di una inaccettabile “pulizia etnica”. In questo mese si contano anche le vittime e i danni incalco­labili dovuti a un clima impazzito (l’uragano di Irma in Rorida e la tempesta con acqua e fango di Livorno). A ciò si aggiunge la preoccupazione nel mondo per la prova di forza messa in atto dal giovane dittatore della Corea del Nord Kim Jong, il quale lancia un nuovo missile che sorvola il Giappone, passando sopra l’isola settentrionale Hokkaido. Infine, in dicembre, si incrina ancor di più il già fragile equilibrio che regna nel Medio Oriente per la decisione provocatrice del presidente Donald Trump di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme”.

“Ma, al di là di questo cammino tortuoso e pieno di ostacoli, – continua il prof. Medea –  il 2017 ha regalato anche sprazzi di speranza. Naturalmente il personaggio che maggiormente richiama tale ariosa apertura non può che essere Papa Francesco. Egli, in particolare, il 13 maggio, a cento anni esatti dalle prime apparizioni della Madonna ai tre pastorelli, si reca a Fatima per proclamare santi i fratelli Francesco e Giacinta Marto e per sottolineare che “ogni volta che guardiamo a Maria torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto “. Compie, inoltre in novembre, una importante visita nel Myanmar e, incontrando i leader birmani e il Nobel per la pace, Aung San SuuKyi, pronuncia queste incisive parole: “Il futuro del Myanmar dev’essere la pace, una pace fondata sul rispetto della dignità e dei diritti di ogni membro della società, sul rispetto di ogni gruppo etnico e della sua identità”.

“Altre fiammelle, però, – precisa il prof. Medea – si sono accese nell’oscurità dell’egoismo e della violenza. Penso, tanto per citare solo un caso significativo, a Gessica Notaro, sfregiata al volto con l’acido dall’uomo che diceva di amarla. Ha reagito con coraggio e determinazione, dedicando il tempo, lasciato libero dalle terapie, a sensibilizzare istituzioni e persone al fine di prevenire stalking e violenze contro le donne”.

“Il titolo dell’Antologia C’è sempre una luce nella notte – conclude il Presidente del Premio – si pone nel segno della fiducia e della speranza e vuole richiamare l’impegno ad essere coraggiosi costruttori di pace ed a recuperare i veri valori della famiglia, al cui interno la figura della mamma costituisce per le nuove generazioni un punto fondamentale di riferimento affettivo e pedagogico”.

Nove le parti, in cui si divide il volume.

Da sottolineare la prima, dove sono richiamati i due temi approfonditi nel Concorso: “Essere costruttori di pace” e “La mamma: figura centrale di riferimento in famiglia”; la seconda, dove sono delineate le tappe più significative della XXXII Edizione del Premio Histonium, e la nona, dove vengono riportate le note bio-bibiografiche dei poeti e scrittori delle varie regioni d’Italia.

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