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Pilkington, lo slancio non c’è: restano 200 esuberi

Un futuro in chiaro-scuro per la Pilkington di Piana Sant’Angelo. Confermati nel corso della riunione di venerdi fra azienda e sindacati 190-200 esuberi. Gli ordinativi non sono aumentati al punto da far riprendere il lavoro su 4 turni. Dopo la Polonia che ha un costo di lavoro decisamente più basso arriva dalla Germania la concorrenza con gli occhi a mandorla e si chiama Fuyao. L’azienda cinese ha un grosso capitale e punta sulle tecnologie avanzate.

“Per vincere la concorrenza occorre convincere gli azionisti a puntare su questo stabilimento”, dice da mesi il presidente di Pilkington Italia, Graziano Marcovecchio. Nel 2017 Pilkington ha vinto nel settore dei parabrezza con l’introduzione di nuovi modelli. La sfida continuerà nel 2018 e nel 2019, ma sarà ancora più difficile garantire i livelli occupazionali in assenza di ammortizzatori sociali. Il tallone di Achille restano i Temperati( lunotti e laterali).

L’obiettivo di Graziano Marcovecchio resta conservare il lavoro a chi c’è.

” L’impegno dell’azienda è noto”, rimarca Emilio Di Cola, segretario provinciale della Cgil. “ Altrettanto noto è l’impegno delle maestranze. Confidiamo anche nell’impegno della politica per Pilkington e a catena per il suo indotto”.

CHI E’ PILKINGTON. Pilkington non è solo la più grande industria del territorio, è anche l’azienda madre che mantiene in vita un grande tessuto produttivo. Sono trascorsi 12 anni dal 16 giugno 2006 , quando Pilkington plc e Nippon Sheet Glass Co, Ltd. (NSG) rilasciarono un comunicato alla Borsa di Londra confermando il completamento della procedura per l’acquisizione di Pilkington da parte della NSG, di conseguenza Pilkington divenne un’azienda del Gruppo NSG. Pilkington è presente in Italia dal 1994, anno in cui ha acquisito, in joint-venture con Techint SpA, il Gruppo SIV (Società Italiana Vetro), rilevando poi la quota di Techint nel 1995. A San Salvo produce vetro per auto. Lo stabilimento di San Salvo rappresenta il più grande centro produttivo Pilkington in Italia. Costruito negli anni ‘60, copre un’area di oltre 800.000 metri quadri e in quella fabbrica lavorano circa 2.400 persone, ma ha un indotto che . sfiora le 8mila unità. E’ l’asse portante dell’economia del Vastese . Grazie alla produzione di una vasta gamma di prodotti soddisfa il mercato europeo dell’auto: parabrezza (3.700.000 all’anno), vetrature laterali (21.200.000 all’anno) e lunotti (4.000.000 all’anno). San Salvo rifornisce direttamente o attraverso le altre aziende del gruppo – i maggiori costruttori di auto nei loro siti di assemblaggio in Europa e nel mondo (General Motors, Fiat, BMW, PSA, Renault, Audi, Volkswagen, Seat, Daimler Chrysler, Ford, Pininfarina, Nissan, Honda, Toyota). A San Salvo c’è anche la sede principale dell’Automotive Engineering che progetta impianti destinati agli stabilimenti Auto del Gruppo nel mondo, nonché una unità di Ricerca e Sviluppo dell’Automotive.

LE SOLUZIONI SALVA-OCCUPAZIONEAbbiamo chiesto investimenti”, dice Emilio Di Cola. “ Per vincere la concorrenza e aumentare gli ordinativi è necessario puntare su tecnologia, nuovi prodotti e qualità”, insiste il sindacalista. Una grande mano potrebbe arrivare da Roma qualora il lavoro in fabbrica fosse riconosciuto come usurante.” Purtroppo al momento il governo non c’è”, riflette Di Cola,” e prima che possa essere operativo passeranno mesi. Servirebbero meno tasse, meno burocrazia , strade migliori e trasporti meno costosi. A settembre scadono gli ammortizzatori sociali e cominceranno due anni difficili senza il paracadute degli ammortizzatori sociali. E’ una guerra contro il tempo”, conclude il sindacalista.

Paola Calvano (Il Centro)

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