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Cappa: “Che fine ha fatto per il PD locale e regionale l’ onorevole Maria Amato?”

Siamo in campagna elettorale, è vero, e tutto “fa brodo” per il PD nel calderone delle (vacue) promesse elettorali.

C’è però, almeno da queste parti, un tema particolarmente “sensibile”, perché autentico e sentito da tutti, quello della sanità in generale, e dell’ospedale di Vasto in particolare.

E così, mentre la sinistra cittadina e regionale, accusata da più parti di improvvide scelte sul tema, si affanna inutilmente a rincorrere il Comitato costituito per la salvaguardia dell’Ospedale di Vasto, si registra un’assenza autorevole dal dibattito, assenza che “grida”, a modo suo, l’esistenza di significativi sensi di colpa.

Che fine ha fatto per il PD locale e regionale l’ onorevole Maria Amato?

Eppure, la Amato si è battuta per la sanità del nostro territorio, ha denunciato per anni e in ogni modo, con la competenza che tutti le riconoscono, le sciagurate scelte dei suoi compagni di partito.E lo ha fatto in modo anche più duro di Peppino Tagliente, ancor più forte del Dott. Antonio Spadaccini, sui quali, oggi, i rappresentanti del medesimo PD concentrano i loro soliti strali.

Mi chiedo perché, perché nessuno del PD parla, cita, coinvolge Maria Amato nel dibattito in essere sulla Sanità?

Non credo sia difficile dare una risposta.

L’onorevole Amato è la rosa scarlatta del PD, locale e regionale.

La spina nel fianco di un gruppo dirigente che, aggrappato alle proprie scelte (pseudo) politiche, anche quando oggettivamente errate, non ha inteso ascoltare la voce di chi aveva, con la propria indiscussa esperienza di medico, denunciato e contrapposto alla scellerata politica regionale del suo partito la propria coraggiosa voce.

Maria Amato, dunque, non esiste, non deve esistere, malgrado sia parlamentare uscente di quello stesso PD che, oggi, in campagna elettorale, reclama di “dibattere” sul tema della sanità.

Ed ecco svelata l’amara verità: se un autorevole parlamentare del PD, per giunta eccellente medico, ha mosso tanti e tali rimproveri alle scelte di politica sanitaria del proprio partito, non è facile per quello stesso partito, in campagna elettorale, confrontarsi con le ragioni di quel dissenso.

Come in uno specchio, infatti, i Menna, i Paolucci, i D’Alfonso, e, da ultimo, i fantomatici esponenti del PD territoriale – che non hanno avuto nemmeno il coraggio di mettere la firma sotto certi denigratori comunicati stampa – potrebbero scorgere, in quel volto coraggioso, in quella voce dissenziente, la verità e la coscienza politica di una lotta che, per il bene dei cittadini, ha il dovere di spingersi oltre ogni interesse elettorale e personale, guardando solo agli interessi della comunità.

E non è semplice affrontare Coscienza e Verità.

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