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Omicidio Lizzi, adesso c’è il giallo del trolley

Girava spesso a piedi per il paese con il suo trolley. Aveva fatto di necessità virtù( per un certo periodo gli era stata sospesa la patente), Antonio Lizzi, il pensionato di 69anni picchiato e ucciso il 2 febbraio nella sua casa di contrada Marracola. Nonostante fosse tornato in possesso del documento di guida aveva continuato ad uscire con il carrello.

Sono in tanti in paese a ricordare che Lizzi era solito dire che tutto ciò che aveva lo portava con se nel trolley. Forse in quel trolley c’è anche la soluzione del giallo della sua morte. Il carrello è stato trovato dagli investigtori nel furgone Fiorino lasciato parcheggiato da Lizzi sulla strada, prima di incontrare il suo assassino. I carabinieri su disposizione della Procura hanno sequestrato il Fiorino e il trolley. Nessuno sa perchè Antonio amasse così tanto quel carrello, ma sono in tanti a domandarsi ora , dopo quello che è successo , il significato delle parole di Antonio Lizzi. ” Io ho tutto qui”, diceva indicando il trolley. L’assassino voleva quel carrello? I tempi delle indagini si allungano. Forse i Ris arriveranno in paese da Roma la settimana prossima.

La casa di contrada Marracola e le pertinenze restano sotto sequestro. Intanto gli investigatori lavorano sulle tracce biologiche raccolte dai reparti speciali dei carabinieri di Chieti. I risultati non arriveranno prima di 60 giorni. In assenza di testimoni solo le indagini investigative e la caccia al dna potranno essere d’aiuto alla magistratura. L’auspicio di tutti è che il delitto non resti impunito come l’omicidio avvenuto in paese nel 1979.

Paola Calvano (il centro)

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