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Il Carnevale a Vasto negli anni cinquanta

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Ricordando i fasti del Carnevale di un tempo, che a Vasto ha sempre avuto una buona tradizione ed un coinvolgimento popolare davvero imponente, non possiamo non ricordare le belle sfilate organizzate dal Centro Cattolico Diocesano, per iniziativa del parroco della Cattedrale di S. Giuseppe, don Felice Piccirilli.

Nel 1957, in occasione del “Primo Carnevale dei Bimbi”, la sfilata di carri allegorici,partita dalla storica residenza dei d’Avalos, percorse le principali strade cittadine, tra due ali di folla entusiasta. «Lo spettacolo completo della ingenua e artistica manifestazione si è avuto al Corso Italia – si leggeva per l’occasione sulle colonne del periodico Histonium, diretto da Espedito Ferrara – sono passati così la “Conca Abruzzese” circondata da un nugolo di villanelle e di contadini nei costumi regionali allietati dal suono della fisarmonica; la “Conchiglia” schiusa su un angolo di mare pullulante di pesci, che un adusto marinaretto ha stretto nella sua rete, mentre una graziosa sirenetta invano tenta d’incantare il minuscolo pescatore; la “Casetta dei Nani”, gentile offerta del Pibigas, con i sette rossi gnomi, la gentile Biancaneve e la vecchia Strega; la “Musica” rappresentata da una gigantesca arpa circondata da una aiuola di piccole in costume bianco e nero recanti sul gonnellino candido il segno del pentagramma; “l’Aerodromo”, scena del Vittorioso, con al centro un grande aereo ammirato da indianoli, cinesini, europei in mezzo a un gruppo di animali esotici; il “Carnevale”, un grosso pupazzo rubicondo festeggiato da numerose mascherine in irreprensibile costume settecentesco: cavalieri e damine amorosamente preparate».

Una sfilata caratterizzata dalla semplicità, con l’unico scopo di far trascorrere una serena e festosa giornata, soprattutto ai tanti bambini presenti per le strade con le loro mascherine. Al rientro deicarri, sempre a Palazzo d’Avalos, la festa proseguì con piacevoli scene folkloristiche e la tipica quadriglia, danzata da cavalieri e dame sul palco sistemato davanti il Monumento ai Caduti, quando si trovava in piazza L.V.Pudente.

Nel 1958, per la seconda edizione, curata dal sempre attivo don Felice Piccirilli, sfilarono i carri della musica jazz, del mulino a vento, del Giardino Giapponese, dei Corsari, del Tribunale, della Capanna nel Bosco, di Pinocchio e la Balena, delle fatine e per chiudere il buon Carnevale, bruciato al termine della serata.

Nel 1959, nonostante la minaccia della pioggia, sfilarono i gauchos messicani, con i caratteristici sombreros, le musmés giapponesine, le pacchianelle abruzzesi e una tribù africana. Negli anni successivi, tra i carri spiccava quello di Pulcinella intento a suonare una gigantesca chitarra,

Cappuccetto Rosso, La bella addormentata, Pinocchio, Topo Gigio, Ali Babà e i 40 ladroni, il campanile di S. Maria Maggiore, ed ancora tanti altri.

Lino Spadaccini (noivastesi)

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