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Eventi 2013, la Cassazione ha bocciato il ricorso

Torna al punto di partenza l’inchiesta sulle manifestazioni estive 2013 che vede coinvolta la ex giunta comunale, un dirigente e il titolare di un’agenzia di spettacoli. La Corte di Cassazione ha dichiarato “inammissibile” il ricorso del procuratore capo, Giampiero Di Florio e ha deciso la restituzione alla Procura degli atti relativi alle posizioni di tutti gli imputati e non solo dell’ex assessore Luigi Masciulli, il cui legale Filippo Del Moro aveva sollevato l’eccezione di nullità della notifica (fatta ad un indirizzo sbagliato).

Una battaglia legale che ha solo allungato i tempi, visto che nel frattempo è trascorso quasi un anno.

A rivolgersi alla Suprema Corte era stato il procuratore capo che ad aprile 2017 aveva impugnato il provvedimento con cui il Gup del Tribunale, Caterina Salusti (trasferita in altra sede) stabiliva la trasmissione degli atti alla Procura dopo aver dichiarato la nullità della notifica dell’avviso nei confronti di uno dei nove imputati.

La decisione del giudice venne contestata da Di Florio, che nel ricorso sottoposto all’attenzione degli “Ermellini” sostenne la tesi che il rinvio degli atti per procedere ad una nuova notifica avrebbe dovuto riguardare solo la posizione dell’ex assessore Masciulli e non avrebbe dovuto essere estesa invece a tutti gli altri imputati.

Il provvedimento contestato è stato emesso dal Gup il 28 febbraio 2017 nel corso dell’udienza preliminare che avrebbe dovuto decidere se rinviare o meno a giudizio l’ex sindaco Luciano Lapenna, gli assessori della giunta in carica all’epoca dei fatti (Vincenzo Sputore,  Nicola Tiberio, Mario Olivieri, Anna Suriani, Luigi Masciulli e  Lina Marchesani), il dirigente comunale Michele D’Annunzio e il titolare dell’agenzia Muzac, Nando Miscione.

A carico dell’ex giunta e del dirigente è stato ravvisato il reato di abuso in atti d’ufficio, mentre frode in pubbliche forniture e truffa sono le contestazioni a carico dell’imprenditore. Nel mirino degli inquirenti  è finita la proposta progettuale presentata dalla società  Muzac, acquisita agli atti del Comune il 1° luglio 2013, cioè lo stesso giorno in cui la giunta guidata dall’ex sindaco Lapenna, si riunì per deliberarne l’approvazione.

La Procura contesta l’affidamento delle manifestazioni estive  ad un privato senza gara d’appalto, nonostante l’importo (170mila euro), di gran lunga superiore al tetto stabilito dalla legge per gli affidamenti diretti (40mila euro). L’inchiesta scattò in seguito alla denuncia del promoter vastese Stefano Comparelli.

Anna Bontempo (Il Centro)

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