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L’ospedale di Vasto, l’emodinamica e l’accordo con il Molise

Ogni volta che vedo l’assessore Paolucci, il Menna e il direttore generale Flacco comparire raggianti in conferenza stampa per un risultato conseguito, presumibile, mi chiedo dove sia il trucco per i vastesi.
Certo, l’assessore e il direttore generale, hanno dalla loro la cortesia, il garbo e l’educazione, quello che raccontano lo dicono con soddisfazione e con un sorriso compiaciuto e raggiante, ma la sostanza è sempre la stessa: in politica, quello che non si può fare, si rinvia, ma facendolo apparire come una conquista. Ed è così che Paolucci e Flacco hanno deciso, sin dall’inizio, di affrontare la patata bollente dell’emodinamica a Vasto: rinviando e rilanciando. E di rinvio in rinvio, di rilancio in rilancio, arriveremo alla fine, ormai imminente, della legislatura.
Ma passare dalle parole ai fatti, ormai, ci abbiamo perso la speranza, almeno per questa legislatura.
Sono sincero, dopo aver letto “l’annuncio” della conferenza stampa, fatta dalla segreteria del comune o della ASL o dell’assessore, ho pensato: “oh perbacco!, vuoi vedere che ci dicono che dalla prossima settimana, nell’ospedale di Vasto, un emodinamista interverrà tempestivamente per trattare il “poverocristo” con infarto miocardico acuto, proveniente dal disgraziato territrorio del vastese, entro i 90 minuti dalla sua comparsa, in modo che gli si possa salvare la vita?”. Invece mi sono sbagliato, ancora una volta, la troika, ha fatto un annuncio: “Abbiamo fatto un accordo di confine con la Regione Molise”. Un accordo di confine! Un accordo che è una nebulosa, visto che la Troika non ha consegnato alla stampa e, quindi, alla Città, nessun atto, nessuna delibera, nessun documento. Dove sta scritto che è stato fatto un accordo di confine con la Regione Molise? Perché non avete portato la delibera, in modo che lo potessimo leggere e constatare di persona se sono stati già elaborati i percorsi, i ruoli e le competenze per l’attivazione dell’emodinamica?
Ma la perplessità più grossa sorge da una riflessione: se la Regione Molise, di 300mila abitanti, commissariata e in piano di rientro, ha dovuto chiudere l’emodinamica di Termoli, per garantire il bacino d’utenza(che è proprio di 300mila abitanti) dell’emodinamica di Campobasso, come può mettere a disposizione della “costruenda” emodinamica di Vasto lo stesso bacino d’utenza, che serve per Campobasso? Due sono le possibilità: o stanno prendendo in giro noi vastesi, o stanno prendendo in giro i termolesi, che si sono visti chiudere la loro emodinamica per Campobasso e invece ora si ritrovano a dover garantire il bacino di Vasto, sguarnendo Campobasso.
Sì, avete indovinato cosa penso! Ma la fiducia non la perdo mai.
Angelo Bucciarelli
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