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Cgil: Cotir, altro schiaffo ai 30 dipendenti

Due mesi fa la pubblicazione della delibera 591 sul futuro dei Crivea e del Cotir e l’annuncio della definitiva dismissione. Due giorni fa l’invito del commissario liquidatore ai dipoendenti del Cotir a sospendere ogni attività.
” Un epilogo triste che smentisce ancora una volta le tante rassicurazioni, ma soprattutto l’ennesio schiaffo per 30 lavoratori lasciati senza stipendio e ammortizzatori sociali”, è stato l’amaro commento di Ada Sinimberghi ( Cgil). Le promesse di Renzi sono evaporate e così pure il tavolo di trattative che avrebbe dovuto aprire il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso. Neppure da Bruxelles, nonostante l’impegno preso dall’europarlamentare Daniela Aiuto , sono arrivate soluzioni per i lavoratori. I  progetti della Regione che avrebbero dovuto garantire il riassorbimento di tutto il personale non si sono visti. L’unica promessa mantenuta è stata la nomina di un commissario incaricato di dismettere il centro ricerche.
La vicenda del Cotir forse non è mai arrivata sul tavolo del ministro Maurizio Martina e negli uffici dell’Unità per le aziende in crisi del ministero del Lavoro come promesso da Matteo Renzi. “Da Roma non sono arrivate notizie”, confermano i sindacati. Il Cotir non ha futuro e i lavoratori sono stati invitati a fermare ogni attività.
A gennaio 14 dipendenti, assunti dopo aver vinto un regolare concorso ascolteranno le decisioni dei giudici del tribunale di Vasto davanti ai quali il 17  novembre  si è tenuta una udienza della causa contro la Regione per il riconoscimento giuridico di dipendenti pubblici. A giudizio dell’avvocato che li assiste, Carmine Di Risio, è uno status che spetta loro di diritto. Lo status garantirebbe ai ricorrenti almeno la ricollocazione in un ente pubblico.
Fra un mese dovrebbero arrivare le prime risposte. I ricercatori e coloro che hanno una specifica preparazione scientifica devono prepararsi a lavorare eventualmente in trasferta qualora dovessero essere riassorbiti dal Crab di Avezzano, divenuto Centro unico di ricerca.
Paola Calvano (il centro)
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