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L’area è stata sequestrata, ma i rifiuti restano

E’ trascorso un mese dal sequestro dell’area Sic tutelata dall’Unione europea sulla quale sono stati gettati rifiuti non pericolosi prelevati dal torrente Buonanotte. Il dissequestro arriverà solo quando i carabinieri forestali accerteranno il ripristino dai luoghi. Sulla vicenda è in corso una indagine della Procura di Vasto.

I sopralluoghi compiuti dai carabinieri forestali hanno accertato comunque che il materiale fangoso non è pericoloso nè inquinante. Il problema è che non avrebbe dovuto essere lasciato sull’area Sic vicino al greto del torrente Buonanotte, non lontano dalla Statale 16 e dalla pista ciclabile tra San Salvo e Vasto Marina.

La quantità di materiale da riporto è enorme ed è costituito da detriti, fango e vegetazione. L’arrivo dell’inverno e delle precipitazioni atmosferiche fanno temere ai residenti un possibile peggioramento della situazione.

A fare eseguire i lavori affidandoli ad una ditta, è stato il Comune di San Salvo, “Premesso che il Comune di San Salvo non c’entra nulla con quello che ha deciso di fare la ditta , va semmai rimarcato che il Comune ha combattuto da solo per fare ripulire la foce del Buonanotte. Va anche detto che proprio grazie al recupero di quel materiale che la ditta ha poggiato sull’area Sic il deflusso dell’acqua del fiume è finalmente regolare. Le piogge di questi giorni lo hanno dimostrato. Anche gli ambientalisti dovrebbero ammetterlo”, dice il sindaco di San Salvo , Tiziana Magnacca.

“Il materiale sarà recuperato dalla stessa ditta che lo ha poggiato in quel punto quando sarà autorizzata a farlo. Non è il Comune che decide. Quello che è importante è che non si rischiano più alluviuoni. Non ci sono più ingorghi nonostante gli ambientalisti abbiamo fatto di tutto per impedire la ripulitura della foce del fiume. Il Comune di San Salvo ha impiegato nove mesi per avere tutte le autorizzazioni. Per effettuare il recupero sono state necessarie ben otto autorizzazioni. I lavori sono stati affidati ad altri. Sarà la magistratura a decidere se chi ha poggiato il materiale su quell’area ha commesso degli errori e quali. Quello che conta per il Comune di San Slvo è avere fatto il proprio dovere evitando davvero un disastro ambientale e danni ai cittadini e non solo alle tartarughe”, insiste la Magnacca.

La riserva naturale regionale Marina di Vasto si estende lungo la fascia litoranea a sud di Vasto per 3 chilometri fino al Giardino Mediterraneo di San Salvo, subito dopo il Fosso Buonanotte. La riserva, istituita con legge regionale del 30 marzo 2007 comprende un’area di 57 ettari, di cui 49 nel comune di Vasto e otto nel comune di San Salvo. Fra il punto in cui è stato prelevato il materiale di risulta e l’area sulla quale è stato gettato ci sono pochi metri.

Chi ha incautamente abbandonato i rifiuti vicino al greto ha forse peccato di superficialità e non ha pensato che avrebbe avuto bisogno di un’altra autorizzazione.

Paola Calvano (Il Centro)

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