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“Suocero e genero non possono riscuotere 36mila euro per il Centro Studi Rossettiani”

Vasto, talvolta, sembra “Alice nel Paese delle meraviglie”. Sono stato subissato di messaggi e telefonate. Tutti cadono dal pero e chiedono se sia vero e possibile che i proff. Gianni Oliva e Mirko Menna riscuotano dal Comune, per il “Centro Studi Rossettiani”, 36 mila euro annui, 24 il primo e 12 il secondo.

Quando rispondo che non solo è verissimo (poiché è stato dichiarato in Aula – in risposta alla mia Mozione – dall’aiutante del Sindaco in materia culturale, il Consigliere Elio Baccalà), ma che il primo è anche il suocero del secondo, esclamano come tonti: “Noooo, non ci credo!”. Credeteci, credeteci.

Ecco perché insisto da anni. Prima con Lapenna e oggi con Menna. Il primo arriccia il baffo e difende l’indifendibile, il secondo tace. Ho protocollato l’interrogazione per ascoltare la sua flebile vocina e vedere cosa ha da dire a fronte di questo ulteriore, insopportabile caso di familismo.

Stiamo facendo un bellissimo gemellaggio con Bari, ma non vorrei che il “Centro Studi Rossettiani” diventasse come quel piano della sede dell’Università del capoluogo pugliese, occupato da parenti dei parenti dei parenti. Il “Centro Studi Rossettiani” era sorto per “riportare l’università a Vasto”, non per organizzare la presentazione dei libri di giornalisti e musicisti.

Per capirci,  Don Backy e Nada non ci azzeccano nada de nada con Rossetti.

Possiamo continuare a farci prendere in giro e a buttare soldi fuori dalla finestra per remunerare i soliti noti?

Prima che arrivino le “Iene”, prima che il buon nome di Vasto rifaccia il Giro d’Italia, prima che la città venga tappezzata di manifesti, è giunta l’ora che il Sindaco metta fine a una situazione non più sostenibile. Lo deve a tutti i cittadini Vastesi, a quelli che protestano, a quelli che chiudono un occhio, a quelli che lo hanno votato credendo che fosse diverso da Luciano Lapenna, il responsabile unico di queste macchine che non producono alta cultura, ma costi costi costi, mentre le casse del Comune si vuotano e la Corte dei conti intima di ripianare i buchi di bilancio.

Basta, caro Sindaco! Non è ora di dire basta?

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