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Il Movimento 5 Stelle contrario al cementificio

Cinquecentomila tonnellate l’anno di materie prime ((clinker, calcare e gesso di cava) , equivalenti a 11mila veicoli l’anno in arrivo ed altrettanti per la consegna del prodotto finito (cemento). Questi numeri, insieme alla immissione in atmosfera delle polveri derivanti dalla produzione di leganti idraulici, sono al centro delle osservazioni presentate dal gruppo consiliare del Movimento 5 stelle alla valutazione di incidenza ambientale (Vinca) del cementificio progettato nella zona industriale di Punta Penna, nel perimetro della fascia di rispetto della riserva di Punta Aderci.  Secondo Dina Carinci e Marco Gallo lo studio presentato dalla Escal “non ha preso in considerazione l’impatto derivante dal notevole traffico di automezzi dal porto allo stabilimento e viceversa”.

“A parer nostro, alle polveri prodotte dallo stabilimento bisogna aggiungere anche quelle derivanti dal traffico, nonché una valutazione delle concentrazioni teoriche di ossidi di azoto prodotti dai gas di scarico dei motori”, evidenziano i due consiglieri pentastellati, “in buona sostanza riteniamo che il documento di valutazione di impatto ambientale non contenga alcuno studio particolareggiato ne un’analisi accurata ma solo simulazioni di ordine teorico in merito alla diffusione delle polveri ed al rumore, non ricomprendendo dati reali rilevati, eventualmente, presso stabilimenti che svolgono lo stesso tipo di attività”.

In ogni caso e a prescindere dagli aspetti tecnici della Vinca, il M5S esprime “la più netta contrarietà in merito ad ulteriori insediamenti chimici nella zona industriale di Punta Penna ed incoraggia ogni iniziativa politica mirata alla delocalizzazione degli stabilimenti chimici esistenti specie alla luce della sentenza del Tar del 28 maggio 2015 che sul ricorso proposto dal Comune di Vasto contro la Provincia di Chieti e nei confronti della Vastocem-Escal per l’annullamento dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera rilasciata nel 2013, ha determinato un importante principio”. I giudici amministrativi hanno infatti stabilito che  gli impianti ricadenti nella  zona industriale di Punta Penna-Punta Aderci, sono soggetti alle norme previste dal piano di assetto naturalistico della riserva.

Le osservazioni del gruppo consiliare del Movimento 5 stelle fanno il paio con quelle presentate alla scadenza del termine fissato al 13 novembre dal Comitato cittadino per la tutela dell’ambiente.

         Anna Bontempo (Il Centro)

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