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I Pendolari: “Date gli abbonamenti ai migranti”

L’uguglianza socio economica per tutti gli utenti del trasporto pubblico a prescindere dal colore della pelle e dalla nazionalità. Ad invocarla è un gruppo di pendolari costretto ad assistere con sempre maggiore frequenza a scene che non fanno onore agli immigrati.  ” Quotidianamente alcuni solo soliti usufruire del servizio senza pagare il biglietto e guai a chiedere loro di farlo. Non è giusto”, affermano i pendolari. Su questo sono tutti d’accordo, sia i politici del centrodestra che quelli del centrosinistra sono per il rispetto delle regole.

” Noi siamo per l’inclusione, su questo non si discute. Ma inclusione significa vivere esattamente come i residenti e quindi rispettare anche le regole e le leggi proprio come i residenti. I biglietti del bus e del treno vanno pagati da tutti, quali che siano le origini e le appartenenze socio-culturali”, dice Luciano Gennaro del Pd di San Salvo. Tiziana Magnacca, sindaco di San Salvo, lancia una proposta. ” Atteso che il trasporto pubblico va pagato, chiediamo alle cooperative che gestiscono la permanenza degli immigrati nel Vastese di farsi carico delle spese pagando loro gli abbonamenti per il bus o il treno degli immigrati ospiti dei centri di accoglienza”.

L’indignazione dei cittadini è unanime e la politica locale chiede che la questione venga affrontata e risolta.  ” E’ necessario farlo anche per il bene degli autisti o dei controllori. Senza considerare che spesso i viaggiatori si trovano ad assistere a scene che li spaventano”, dice il sindaco di Villalfonsina, Mimmo Budano, testimone di un episodio che ha suscitato non poche polemiche. Un bus  è stato costretto a fermarsi sulla Statale 16 per far scendere 3 immigrati che dovevano rientrare nella struttura di Vasto Nord ed hanno preteso una fermata non prevista. Una settimana fa un altro autista è stato aggredito sulla linea Vasto-Napoli.

Nei nostri viaggi all’estero”, dicono due studenti di Vasto che invocano l’anonimato per paura di ritorsioni ” abbiamo verificato che non pagare il biglietto è considerato un fatto molto grave e nessuno si permette di farlo altrimenti non gli è consentito accedere. Questa è la soluzione più sensata. Non è razzismo ma l’invito ai sindaci e al prefetto, Antonio Corona, a fermare un fenomeno culturale completamente errato di chi vuole vivere in un Paese ignorando le regole”.

Gli studenti vogliono portare all’attenzione delle autorità preposte e delle istituzioni coinvolte il fastidioso problema affinchè tutti insieme possano trovare una soluzione che restituisca serenità ai pendolari e giustizia agli utenti locali.

Paola Calvano (il centro)

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