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Civeta snaturato, è sempre più discarica

“Si è  snaturata la vocazione originale del Civeta che sta diventando sempre più discarica e sempre meno impianto per il riciclaggio e il compostaggio dei rifiuti”. Camillo D’Amico, capogruppo consiliare della lista civica Il Cambiamento,  lancia l’allarme sul Consorzio pubblico e chiama in causa i sindaci dei comuni consorziati. Non accenna a placarsi la polemica sul progetto presentato in Regione per la realizzazione della quarta discarica su carta intestata del Civeta e su particelle di proprietà del Consorzio. Una iniziativa privata, si è chiarito in seguito, ma la preoccupazione resta.

“Possibile che nessuno sapeva niente?”, chiede provocatoriamente D’Amico, “siamo sicuri che i sindaci dei comuni soci e fondatori dell’impianto del Civeta non ne fossero a conoscenza? Hanno contezza gli amministratori del fatto che continuando di questo passo si è snaturata la vocazione originale del Consorzio facendolo diventare sempre più discarica? Hanno consapevolezza dei seri rischi che incombono nel territorio per la grande probabilità che c’è nel ricevere rifiuti d’ogni genere e d’ogni dove al solo scopo di fare cassa da parte del privato che gestisce la discarica? Sono coscienti del rischi di facile infiltrazione malavitosa che il settore rifiuti naturalmente purtroppo contempla?”

Il consigliere di minoranza ricorda anche che la sua lista si è fatta promotrice nei mesi scorsi di un incontro pubblico con il commissario straordinario del Civeta,  Franco Gerardini , “il quale, con una chiarezza e semplicità esemplare e per il tramite di slide, ha spiegato ai convenuti i programmi presenti e futuri del prestigioso impianto cupellese”, sottolinea D’Amico, “ha spiegato le ragioni della forte riduzione temporale della terza vasca,  ma alcun cenno ha fatto ad altri progetti in itinere. Al contrario tenne a precisare e rilanciare la naturale ed originale mission del Civeta quale impianto di compostaggio e riciclaggio dei rifiuti lamentando la scarsa propensione di comuni del territorio a far conferire all’impianto i rifiuti più nobili che hanno mercato e creano entrate virtuose come carta, vetro e plastica”.

Anna Bontempo (Il Centro)

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