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Rapina fallita alle Poste, è caccia ai tre banditi

Sono state estese fuori regione le ricerche dell’auto di colore blu (una Fiat Panda o forse una Punto), usata sabato mattina dai banditi che hanno tentato di rapinare l’ufficio postale di Contrada Incoronata.

I carabinieri, diretti dal maggiore Amedeo Consales, e i colleghi delle regioni vicine con la collaborazione delle altre forze dell’ordine proseguono senza sosta le ricerche della vettura utilizzata dai tre rapinatori per fuggire da Via Incoronata dopo il colpo fallito.

L’auto, probabilmente “pulita” e non di provenienza illecita, potrebbe essere nascosta anche molto vicina. Non è escluso che gli stessi rapinatori, o almeno uno dei tre, abitino a poca distanza dall’ufficio postale. La dinamica e la via scelta per raggiungere la cassaforte delle Poste fanno pensare ad un accurato studio a monte del colpo e quanto meno ad uno o più sopralluoghi.

I rapinatori sapevano che passando dalle fogne avrebbero raggiunto il bagno dell’ufficio postale, altrimenti non si sarebbero calati nel tombino attrezzati di tutto punto. Gli attrezzi utilizzati per creare un varco nel bagno, che permettesse l’accesso all’ufficio della direzione postale, sono in mano ai carabinieri. Il materiale è stato abbandonato dalla gang durante la fuga insieme alle pistole, risultate armi giocattolo puntate contro la direttrice. Tutto sarà accuratamente controllato dalla Scientifica alla ricerca di elementi utili all’identificazione di almeno uno dei componenti la banda. I tre non indossavano passamontagna, ma hanno coperto il volto con cappucci e sciarpe. Costretti a fuggire dall’arrivo di una dipendente che ha lanciato l’allarme, hanno abbassato i cappucci per uscire all’esterno e allontanarsi senza destare sospetti fra i residenti.

Per una manciata di secondi il loro volto è rimasto scoperto. Oggi i carabinieri controlleranno le telecamere per verificare se l’obiettivo ha registrato particolari e indizi utili alle indagini. Per il  momento le bocche dei carabinieri sono cucite. Tante invece le proteste dei cittadini. Accanto all’ufficio postale c’è la scuola primaria.

“Chiediamo all’amministrazione comunale di far presente questo particolare a chi continua a definire Vasto un’sola felice. Come si può definire “sicura” una città dove i bambini avrebbero potuto incrociare i rapinatori?”, chiedono le famiglie. E ancora:

“L’ufficio postale dell’Incoronata è finito per la seconda volta nel mirino dei rapinatori in tre anni. Questa non è tranquillità né per i dipendenti né per chi abita vicino”.

Paola Calvano (il centro)

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