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“Cantine abitabili, qui la legge è inapplicabile”

“Cantine abitabili? A Vasto la legge regionale è totalmente inapplicabile”. E’ ancora polemica in città sul recepimento della norma  sul recupero del patrimonio edilizio esistente, la cosiddetta legge “Salva garage”. Mentre il partito democratico  difende la delibera approvata dal  consiglio comunale con i soli voti della maggioranza di centrosinistra, le opposizioni criticano il provvedimento.

“Il voto contrario mio e degli altri rappresentanti della minoranza consiliare è riferito al fatto che la applicazione proposta dalla amministrazione, in maniera superficiale ed inconcludente,  rende, di fatto, totalmente inapplicabile la legge su tutto il territorio comunale”, sostiene Edmondo Laudazi (Il Nuovo Faro), “si badi bene che non stiamo parlando di zone fragili dal punto di vista ambientale o idrogeologico, dove il divieto di applicazione è corretto, ma stiamo parlando di tutto il territorio comunale nel quale, tra lacci e lacciuoli introdotti nella normativa del comune di Vasto, non sarà possibile effettuare alcun intervento di recupero, come previsto dalla legge regionale. Sono stati, infatti, esclusi tutti gli ambiti cittadini in cui sono abitualmente presenti le già esistenti “tavernette” che il legislatore regionale aveva consentito di poter recuperare, impedendo di ottenere interessanti contributi economici (circa 9mila euro a tavernetta) che un comune, finanziariamente disastrato, avrebbe potuto utilizzare per migliorare le infrastrutture cittadine”.

Molto critica anche Alessandra Cappa. “La maggioranza, ancora una volta ostaggio di ambientalisti, naturisti, cooperativisti, comunisti e simili ha deciso di fatto, di non recepire la legge”, afferma la consigliera comunale di Unione per Vasto, “recepire la legge regionale escludendo le zone rurali della città (San Lorenzo, Pagliarelli, Punta Penna, Incoronata etc) vuol dire, infatti,  non  approvarla, mortificando ulteriormente i residenti di quei quartieri. Limitare la possibilità di recupero di tali locali a quelli che hanno un altezza di 2,70 mt., vuol dire, ancora,  non  consentirne il recupero e, peggio, prendere in giro i vastesi (i locali che hanno quella altezza sono già abitabili). Ed è inutile che il sindaco Menna, recitando la parte del novello ambientalista, si nasconda dietro affermazioni ridicole. Il recupero delle (già esistenti) tavernette  di casa nostra non avrebbe comportato nemmeno un centimetro cubo di cemento in più”.

Per Luciano Lapenna, segretario del Pd “il voto delle opposizioni alla delibera è stato contrario solo per partito preso. Noi abbiamo inteso recepire la legge fissando delle regole chiare per impedire la sua applicazione su ampie superfici, in zone di pregio ambientale e sottoposte a vincoli”, chiarisce il coordinatore cittadino.

Anna Bontempo (Il Centro)

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